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Vannacciani per Putin. Nel silenzio di Vannacci, la sua rete diventa una succursale non ufficiale di Russia Today
Meme, AI, "Meloni cocainomane" e propaganda filorussa. Ecco come i profili social del generale diventano megafono della narrazione di Mosca

Foto ANSA
Dentro il cavallo di Troia ci sono i soldati in attesa di comandi. C’è chi però non riesce ad aspettare, apre una fessura e scaglia frecce di propaganda. Russa, si intende. In una foto realizzata dall’AI, il generale Roberto Vannacci innalza uno shottino di vodka in faccia al Financial Times, che lo ha accusato di essere uno strumento della disinformatja di Mosca. Il post è sul suo profilo social ufficiale, ma sono i suoi seguaci a far rimbalzare i suoi messaggi in giro per i social, spesso esasperandoli fino all’assurdo. Un assurdo artificiale, chiaramente. E mentre su X esplode il generale supereroe esoterico (recuperare Andrea Venanzoni del 3 settembre sul Foglio), su Instagram c’è la sua versione da antico romano, con qualche variazione sul tema. Sopra la didascalia “Meglio amici che nemici. Robutin Vladicci” c’è un fotomontaggio del generale e di Vladimir Putin a cavallo, entrambi sorridenti e senza maglietta. In un’altra immagine il presidente russo versa da bere vodka a Vannacci, in un’altra ancora mangiano spaghetti a tavola.
A metterle in circolo è Robertus Vannaccius, account già ricondiviso da Vannacci e dai suoi comitati costituenti, spesso derubricato a “satira irreale”, che nelle ultime ore ha spinto l’acceleratore sulla sua produzione filoputiniana (e antimeloniana). Nel giro di una giornata sul suo profilo sono comparse decine di storie Instagram in cui la premier Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sono ritratti come cocainomani. Prima una foto con due aspirapolvere (nominati come i due leader politici), poi due fotomontaggi alla Scarface rinominati “Cokraine”, in cui hanno davanti una montagna di cocaina. E’ una delle narrazioni più ricorrenti nella disinformazione filorussa contro Zelensky: l’idea che il presidente ucraino sia un corrotto consumatore di droga, e che i leader europei che lo sostengono ne condividano la decadenza. Russia Today, network televisivo del governo russo già limitato dall’Ue, aveva usato lo stesso giochetto nel giugno 2025. “Tutto bene Giorgia Meloni? Avete fatto troppa festa con Zelensky a L’Aja?”, si chiedeva il profilo di Rt ripubblicando un video in cui la premier si stropiccia il naso a margine del vertice Nato. Oggi quello stesso argomento viene fatto proprio da uno dei content creator più popolari del mondo vannacciano. Nel silenzio del generale. Ma non del noto influencer vicino agli ambienti di destra Robby Giusti, che sui social ha bollato come vergognose le accuse mosse alla premier: "Mi aspetto una tua risposta immediata, che tu dica che queste cose non ti rappresentano", ha detto rivolgendosi a Vannacci.
Ad accendere la miccia è stata la premier stessa, che intervistata dal Foglio ha definito una regola d’ingaggio ben precisa per la prossima coalizione di centrodestra: non si torna indietro sul supporto a Kyiv. La base vannacciana, fino ad ora abbastanza mite con Meloni, è esplosa di rabbia, e Robertus Vannaccius è diventato un nastro trasportatore di propaganda putiniana. Prima ha pubblicato una foto in cui il generale abbraccia Putin a favore di camera, poi un video dove Zelensky e Meloni si baciano appassionatamente (didascalia: “Tra coco…nani ci si intende”), e dopo un’intervista di Marco Travaglio: “Zelensky è un po’ come un ragazzo drogato a cui i genitori non hanno mai avuto il coraggio di disintossicarsi”. E dopo aver attaccato Carlo Calenda (“altro ukrainomane”), dice che è tutto un gioco: “Sono meme provocatori. C’è a chi piace lo shock humor stile South park”. I commenti degli utenti però brulicano di bandiere russe e messaggi che festeggiano l’unione vannaccian-putiniana. I comitati locali di Fn non sono da meno. Quello di Lucera, ad esempio, ha pubblicato un’immagine AI di Zelensky sorridente. Alle sue spalle ci sono le macerie di un bombardamento, con tanto di pompa di benzina che segna 3 euro a litro. “Ci hanno detto che Putin è il cattivo. Intanto quando l’Europa ci ha vietato l’utilizzo delle risorse russe TUTTO è aumentato”, recita il post.
Il 20 agosto, poi, la pagina “Futuro nazionale Roma” (20 mila follower) se ne esce con un reel in onore a Daria Dugina, sostenitrice dell'invasione russa uccisa nel 2022 nell’attentato che aveva come probabile obiettivo proprio il padre, Aleksandr Dugin, ideologo ultranazionalista russo spesso indicato come vicino ai circoli nazionalisti e imperiali che hanno accompagnato la guerra di Putin.“La ricordiamo per il lascito culturale e umano che ha affidato a una generazione – si legge nel post – . L’idea di un’Europa nuova, libera, sovrana e capace di pensarsi dentro un mondo multipolare”.
Un altro comitato costituente con più di 3 mila follower ha ribaltato le accuse del Financial Times: in una foto AI il cavallo di Troia ha le sembianze di Calenda, tanti piccoli Zelensky escono fuori mentre Guido Crosetto conta contento i soldi del “riarmo”. “Famiglie europee senza prospettive? Tranquilli, prima viene sempre Kiev”, si legge.
La satira è la scusa, la sicurezza energetica la giustificazione. L’AI fa tutto il resto: trasforma in immagini il sogno di una riconciliazione (e una spaghettata) con Putin, sfornando a ciclo continuo munizioni contro Meloni, Zelensky e chiunque difenda Kyiv. I deputati di Vannacci parlano della necessità di ripristinare i rapporti commerciali con Mosca, mentre la base vannacciana fa ciò che gli esponenti di Fn non possono fare in pubblico: supportare Putin agendo da megafono di insinuazioni e attacchi.