Meloni la "coerente": il successo di Afd si deve “all’inciucio”

Per FdI l’exploit del partito di Alice Weidel in Sassonia è dovuto ai governi di larghe intese e alle politiche verdi. La premier guarda sempre più convinta verso il voto a marzo, e traccia la linea rossa per Vannacci

8 SET 26
Immagine di Meloni la "coerente": il successo di Afd si deve “all’inciucio”

Foto ANSA

Il male è “l’inciucio” e la “coerenza” è l’antidoto. E’ il pensiero di Meloni sul voto in Germania, in Sassonia. La destra estrema si batte con la buona destra e definire “nazista” un popolo che vota Afd, con oltre il quaranta per cento, è una “bestialità”. Dice Meloni ai suoi: “Lo facevano anche con noi, in Italia. Non sopporto chi dà patenti agli elettori”. L’avanzata della destra fanatica? Si deve alle politiche di sinistra, alla scellerata politica green, e a quei governi di larghe intese, destra-sinistra, governi che hanno prosciugato in passato sia Forza Italia che la Lega. Meloni sta dicendo che quanto accaduto al cancelliere Merz è “la maledizione di chi fa governi di inciucio, innaturali”. Se servirà votare in primavera, a marzo, ed è sempre più convinta che lo sia, si voterà, con pace per Salvini, il carico residuale del governo più longevo.
Il problema di Meloni non è Alternative für Deutschland, ma trovare un’alternativa a Salvini, che fa perfino spirito, risponde: “Quando si va a votare? A fine legislatura, autunno del 2027. Non stiamo qui a fare i record, quelli li fa Kimi Antonelli”. Per supplire alla perdita di consenso di Lega e Forza Italia, Meloni fa Forza Meloni e Lega per Giorgia. Si sta allargando FdI, sta recitando la parte del superpartito che deve arrivare al trenta per cento, coprire tutti i colori del centrodestra. In occasione dell’incontro con Bart De Wever, il primo ministro belga, Meloni parla di confini, di Schengen, perché “rimango fermamente convinta che sia possibile preservare lo spazio Schengen nel migliore dei modi solo se si difendono i confini esterni dell’Ue, solo se tutti gli stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficanti e nella lotta all’immigrazione clandestina di massa”. Non sopporta che la vittoria di Afd venga traslata in Italia, con Vannacci, così come non lo sopporta FdI. L’ascesa di Afd viene raccontata in altro modo. Spiega Galeazzo Bignami al Foglio: “Quando gli elettori votano l’alternativa alla sinistra, e quella alternativa si allea con la sinistra, accade semplicemente che non la votano più perché evidentemente non era una vera alternativa alla sinistra. Credo sia questo il motivo per il quale Giorgia Meloni è alta nei sondaggi, lo è perché non si è mai alleata con la sinistra”. Esiste una nota di FdI, sul voto in Germania, una nota confezionata dall’erede di Fazzolari, Francesco Filini, il responsabile del centro studi, ed è l’antica “analisi del voto” che i partiti rigorosi (dov’è quella del Pd?) confezionavano. E’ chiaramente un testo interno, ma è un testo che racconta il partito di maggioranza. Si legge nella nota che “i tedeschi lanciano un messaggio contro i governi di ammucchiata” e “sono stanchi di vedere esecutivi multicolori, con forti connotazioni ideologiche, capaci di partorire wokismo e fallimentari green deal”.
Tutta la prossima narrazione di Meloni, da Bari in avanti, sarà giocata sulla parola “coerenza”. Viene rilanciata tra i parlamentari l’altra frase di Meloni: “Le uniche coalizioni che possono dare risposte sono quelle che si costruiscono non contro qualcuno, ma per qualcosa”. Nella nota si ripete che “Meloni non ha mai accettato compromessi con la sinistra e si è sempre rifiutata di andare al governo con forze che nulla che avevano a che fare con il suo programma”. Meloni ripete che Vannacci (ah, il generale organizza la sua Contro Pontida a Orvieto con il professore Cesare Pozzi della Luiss; Michele Geraci, l’amico cinese di Conte; Massimo Magliaro, l’ex vicedirettore del Tg1, un simbolo della destra e Piero Sansonetti) è “incompatibile” con il programma e che la linea rossa è la Russia. Nell’analisi del voto in Sassonia è contenuto un passaggio rilevante che anticipa il futuro: “Il risultato del voto tedesco è un messaggio che nessun politico può ignorare. I cittadini si sono stancati delle trame di palazzo”. Si rilancia una legge elettorale che impedisca governi tecnici ma si ricorda che “Afd, nonostante la valanga di voti, non ha raggiunto la maggioranza assoluta e per governare dovrà fare alleanze o mandare al governo anche la sinistra”. E’ un modo per sottolineare che solo il voto a destra, alla coalizione credibile, scongiura l’ammucchiata ma è anche l’invito a polarizzare. L’agenda internazionale al momento è questa: a metà settembre Meloni potrebbe volare a Oslo per un bilaterale. Solo Salvini e Tajani non hanno compreso che il vero obiettivo di Meloni e arrivare prima, fare di FdI il primo partito, un partito che potrebbe rifiutare accordi, conservare la sua purezza. E’ il rifiuto, il privilegio.