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la quarta gamba •
Prove di alleanza tra civici e campo largo. L'iniziativa di Onorato e La Vardera ad Agrigento
Gli Stati Generali di Controcorrente e Progetto Civico Italia diventano il laboratorio di un nuovo asse. Pd, M5s e Avs non bastano più, dicono i civici: serve un pezzo civico autonomo per allargare il campo e provare a battere Meloni

Ad Agrigento, più che di Sicilia, si è parlato d'Italia. Gli Stati Generali di Controcorrente e Progetto Civico Italia, convocati sabato e domenica scorsa da Ismaele La Vardera, si sono aperti come vetrina regionale e si sono chiusi come cantiere nazionale. I maggiori esponenti del centrosinistra hanno messo in luce una questione che si trascina da tempo, cioè che le tre “gambe” tradizionali della coalizione, Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, potrebbero non bastare più a reggere da sole il tavolo dell'alternativa alla destra. Serve una quarta gamba, o una stampella. E quella gamba, secondo chi l'ha teorizzata sul palco, è il civismo di Alessandro Onorato e Ismaele La Vardera.
“Il civismo è un elemento fondamentale - ha detto Onorato dal palco dell’Hotel Kaos - che ha permesso al centrosinistra di vincere nell’80 per cento dei comuni, penso sia un modello da esportare anche a livello nazionale”. Progetto Civico Italia nasce a Roma, Controcorrente nasce in Sicilia con La Vardera: i due, unendosi, non stanno semplicemente sommando due sigle civiche regionali, ma stanno testando in Sicilia, dove il centrosinistra è storicamente debole e frammentato, se un contenitore civico può fare da collante nazionale del campo largo, prima ancora che le urne si aprano altrove. “Nonostante lo straordinario lavoro del campo largo, quei gruppi sono minoranza, c’è una moltitudine di gente che vuole portare freschezza - ha aggiunto l’assessore romano - e sano pragmatismo: cosa faremo, con quali tempi e con quali coperture. Vogliamo aiutare il centrosinistra a far ripartire l’Italia e vincere le elezioni, senza personalismi”.
Il messaggio di Onorato è stato ben accolto dagli esponenti nazionali: sono intervenuti infatti anche i leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, e dal M5s Giuseppe Conte. L’ex premier ha dato il suo beneplacito a Progetto Civico, ribadendo in particolare l’affinità con il suo movimento perché “strutturalmente diverso dai partiti tradizionali”. Poi continua: “La mia attenzione verso Progetto Civico non è subordinata alle primarie, ma dal fatto che è un movimento nuovo che parte dal basso, che può muovere la fascia di astensionisti e con potenzialità, rispetto al partito di Renzi verso il quale molti diffidano”.
D'altra parte, è lo stesso Onorato a dire che con Renzi un accordo non è possibile e che è meglio per la coalizione correre ognuno per la sua strada. L'unica renziana a partecipare, la coordinatrice provinciale di Agrigento, Roberta Lala, si è limitata dire che “per vincere bisogna essere uniti e condividere diversi valori, abbiamo la stessa voglia di cacciare la destra e per poterlo fare dobbiamo stare uniti”.
Onorato gioca una partita a carte scoperte. Rivendica l'autonomia della propria creatura politica, “se ti unisci c'è il rischio di elidersi, c'è bisogno di concorrere invece con la propria identità”, e rimarca il campo anche verso possibili concorrenti nello stesso spazio centrista: proprio a Matteo Renzi augura “in bocca al lupo se vuole candidarsi per le primarie”, ad Hallissey, immerso nella diatriba interna di +Europa con Magi, invita “a non sprecare energia andando con Calenda” perché “non esistono terze vie, o stai con o contro il centrodestra”. Per l’assessore romano la partita è binaria: un solo campo anti-Meloni (e Schifani), Progetto Civico dentro quel campo con un peso negoziale proprio, non fuso.
Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e sponsor dichiarato del progetto di Onorato, è intervenuto da remoto e ha spostato la questione più sul metodo, che sull’etichetta. "Sappiamo bene che oggi i partiti da soli non ce la fanno. I cambiamenti non avvengono solo dall'alto tramite le leggi, non si realizzeranno mai senza la partecipazione civica". Rivendica poi la giunta capitolina come prova sul campo di quel metodo e aggiunge che su questo ha "spinto molto" lo stesso Onorato.
La scelta di Agrigento come base per dare un volto preciso al nuovo asse Progetto Civico-Controcorrente non è casuale: nelle ultime elezioni amministrative, la città dei Templi è stata strappata al centrodestra, storicamente vincente, ed eletto il primo sindaco in un capoluogo del movimento di La Vardera, Michele Sodano. Il “modello Agrigento”, più volte nominato e lanciato durante gli stati generali, è la base da esportare per il governo regionale e nazionale. “Con Pd M5S c’è un dialogo continuo e paritetico, ci sono visioni diverse - ha detto sabato l’ex Iena - ma c’è l’obiettivo di costruire un fronte comune. Siamo pronti a poter portare il modello Agrigento a livello anche regionale, ma ci vuole la volontà di tutti. E mi pare di capire in questi due giorni c’è questa volontà, chiara ed evidente”. Da qui il primo trampolino verso Roma e l’alleanza strategia con il movimento di Onorato, un gancio che potrebbe portare Progetto Civico quasi l’1 per cento (secondo gli ultimi sondaggi) a livello nazionale. Tra gli ospiti, i segretari e coordinatori regionali del campo largo, che hanno accolto la sfida di La Vardera. “Abbiamo avviato un percorso per costruire un’alternativa larga e inclusiva, l’abbiamo già dimostrato alle scorse elezioni amministrative – ha aggiunto Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito democratico -. Dobbiamo avere la consapevolezza che uniti si vince, anche con forze politiche con idee diverse”. Poi l’eco anche dal Movimento 5 Stelle, parola del segretario Nuccio Di Paola: “Questa coalizione così formata può vincere a livello regionale e nazionale”.