L’eutanasia differenziata. Silvana Sciarra apprezza le Regioni, in questo caso

Sull'approvazione in Veneto della legge sul fine vita l’ex capo della Consulta ha detto che alcune Regioni hanno raggiunto una sintesi prima del Parlamento e “lo hanno fatto nel pieno rispetto delle loro competenze”. Ma il “regionalismo” è stato sempre respinto in modo ideologico, a partire dalla Corte costituzionale. Invece ora va bene a tutti
5 SET 26
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Foto Ansa

"Dalle Regioni una lezione”, ha detto l’ex presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, a proposito dell’approvazione in Veneto della legge sul suicidio medicalmente assistito, preceduta di poche settimane dal primo caso di applicazione in Lombardia – ma ieri Attilio Fontana ha ribadito che non intende seguire la strada del Veneto, ma solo “applicare dei protocolli”: trovare due leghisti che vadano d’accordo di questi tempi è dura. In realtà l’ex presidente della Consulta non ha detto esattamente così, una “lezione” dalle Regioni: è la consueta disutile forzatura titolistica di Repubblica. Sciarra ha invece detto che “alcune Regioni sono riuscite a raggiungere una sintesi prima del Parlamento, è un fatto”, aggiungendo che “lo hanno fatto nel pieno rispetto delle loro competenze”.
Potrebbe sembrare un dettaglio di poco significato, di fronte all’introduzione nell’ordinamento del paese dell’eutanasia su base volontaria. Ma il dettaglio istituzionale non è così banale. Si è assistito alla regionalizzazione di una pratica di enorme portata etica e sociale prima ancora che lo Stato nel suo complesso, attraverso il suo Parlamento, abbia legiferato in materia. Insomma senza che la maggioranza degli italiani abbia scelto. D’ora in poi si potrà andare in ordine sparso, venti protocolli differenti, e chissà se qualcuno, magari la Consulta o qualche magistrato, si prenderà la briga di verificare se in materia di suicidio assistito i Lea, Livelli essenziali delle prestazioni, saranno garantiti in ogni Regione.
Ma c’è un aspetto più grave, nel menefreghismo con cui la politica sta trascurando l’introduzione dell’eutanasia differenziata e anche nel ragionamento di Sciarra. Consulta e politica hanno bocciato più volte e messo “paletti” alle proposte di riforma delle competenze regionali, l’autonomia differenziata. Ancora oggi nessuna delle 23 materie proposte è stata trasferita. Il “regionalismo” è stato sempre respinto in modo ideologico, a partire dalla Consulta. Invece ora, su una materia tanto grave, la “lezione delle Regioni” va bene a tutti.