Politica
Il colloquio •
Camporini ci dice in che cosa le forze armate di Vannacci sono un pericolo
“Che un partito come il suo possa arrivare al 10 per cento mi sconcerta”, dice l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare. “Con il generale si rischia l’ingovernabilità. Formare un governo con lui, a mio avviso, è impensabile per qualunque forza politica”
4 SET 26

Foto Ansa
Da generale a generale: Vannacci vuole restaurare il fascismo sotto mentite spoglie? “A un comune cittadino che legge il programma del suo partito, qualche dubbio viene”, dice al Foglio Vincenzo Camporini. “Ci sono contenuti assai controversi: se questo costituisca un rigurgito da Ventennio o meno, lo deciderà la magistratura”. Intanto la Procura militare di Roma ha disposto accertamenti preliminari sulla posizione di appartenenti alle Forze armate all’interno della struttura organizzativa di Futuro nazionale, allo scopo di verificare l’eventuale sussistenza di fatti di competenza della giurisdizione militare. Generale, ci sono altri Vannacci, nelle forze armate? “Domanda legittima. La mia esperienza in decenni di lavoro non mi ha mai fatto pensare a una deriva politica generalizzata: l’ho visto nell’Aeronautica, nell’ambito delle interforze. Ho sempre testimoniato una sostanziale neutralità, assolutamente in linea con quanto previsto dalla Costituzione. I membri delle forze armate non devono soltanto essere privi di qualsiasi orientamento politico, ma anche essere percepiti come tali: credo che sia un fatto etico prima che giuridico”. Eppure Vannacci viaggia ormai verso il 10 per cento. “Sempre da generale a generale? Sono allibito, francamente”, continua l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare. “Pensare che un elettore su dieci veda con simpatia certi atteggiamenti estremi, a volte anche grotteschi – si pensi ai filmini propagandistici prodotti con l’intelligenza artificiale –, mi lascia senza parole. Mi auguro che ci siano delle grosse incongruenze nell’ambito di chi fa questi sondaggi”.
Di solito, anzi, le forze antisistema vengono sottostimate. “La storia ci dice che il rischio c’è: l’Italia degli anni ’20, la Germania degli anni ’30. E non dimentichiamoci cosa sta succedendo altrove oggi: nella stessa Germania l’AfD rischia di toccare il 40 per cento”. Se lo fa anche Vannacci? “Rischiamo l’ingovernabilità. Ma anche allo stato attuale: una destra amputata della quota attribuita a Vannacci non ha più i numeri. Formare un governo con lui, a mio avviso, è impensabile per qualunque forza politica. Mentre a sinistra continuano a baloccarsi su questioni di poco conto. Prevedo grossi problemi”. Come battere il generale sul piano democratico? “Difficile. Non sta a me dirlo, anche se la mia posizione è chiara e netta. Però una cosa va sottolineata”. Prego. “La crescita di alcuni movimenti politici, la loro sostenibilità anche economica – non solo Futuro nazionale, non solo in Italia – lascia un po’ perplessi. Credo che ci sia il dovere, da parte di chi ne ha l’autorità, di indagare a fondo su eventuali finanziamenti impropri: da dove sono venuti, come possono essere giustificati. E’ questione di chiarezza democratica. Voglio scongiurare l’ipotesi delle interferenze esterne, prima di tutto”. E tra i colleghi delle forze armate che si dice? “Sono tutti sconcertati, come me. Sto parlando di persone che hanno lasciato da poco o sono ancora in servizio: non avverto alcuna simpatia per Vannacci. Ma forse il mio giro di conoscenze non fa testo”.