Politica
Vannacci a Cernobbio •
Vannacci: "Il ballottaggio? Potrei invitare all'astensione. A Cernobbio stupirò gli imprenditori, parlerò anche del gas russo"
"I nostri elettori non sono pacchi, non lo pensi FdI", dice il generale. "Io cavallo di Troia del Cremlino? Il Financial Times non ha alcuna prova"

Generale Vannacci, poiché la maggioranza pensa a una legge elettorale con ballottaggio, ci domandiamo quale sia la posizione del suo partito. Anzi: nel caso di uno spareggio, lei inviterebbe i suoi a votare per Meloni? “Prima di tutto, allo stato attuale, non esiste una posizione unitaria della maggioranza sul ballottaggio. Forza Italia non ha presentato l’emendamento annunciato, la Lega ha dichiarato che voterà contro e sul tavolo è rimasto l’emendamento presentato a titolo personale da Marcello Pera”. Detto questo? “Il significato politico dell’intera discussione, non cambia: per mesi Fn doveva essere irrilevante. Appena i sondaggi lo hanno portato davanti a Lega e FI, sono comparse nuove formule elettorali. E’ la mossa della paura”.
D’accordo. Immaginiamo, però, la prospettiva del doppio turno. Lei cosa farebbe? “Chi immagina di poter escludere Fn al primo turno e poi incassarne automaticamente i voti al secondo commette un errore grave”. Dunque vi asterreste? “I nostri elettori non sono un pacco postale da trasferire da una coalizione all’altra e non sono proprietà né mia né, tantomeno, dei partiti che oggi vorrebbero neutralizzarne il consenso. La destra è certamente la nostra collocazione naturale, ma ‘naturale’ non significa automatica, subalterna o incondizionata”. Tutto può essere? “Sì. Nell’eventualità di un ballottaggio valuteremo la legge approvata, le coalizioni in campo e soprattutto gli impegni programmatici. Se esisterà una convergenza seria, Fn farà la propria parte. Non annuncio oggi l’astensione e non la agito come minaccia, ma nessuno può considerare già acquisita la nostra indicazione di voto. Chi vuole i nostri voti dovrà meritarseli”.
Passiamo alle vicissitudini estere. Il Financial Times dà di lei la seguente definizione: “cavallo di Troia della Russia in Italia”. La rispecchia? “Che dire? Sono terrorizzati. È questa la più evidente risposta. Dovevamo essere irrilevanti, condannati allo zero virgola. Ora che cresciamo nei sondaggi, superiamo partiti storici e rischiamo di modificare gli equilibri politici, ecco arrivare il Financial Times con l’accusa del ‘cavallo di Troia’. Naturalmente senza uno straccio di prova. E mi lasci aggiungere un dettaglio”. Prego. “La definizione non nasce da un’inchiesta del Financial Times, ma da un’analisi dell’European Council on Foreign Relations che il quotidiano britannico riprende e amplifica”. Europeisti anti futuristi? “Non vengono documentati finanziamenti russi o rapporti occulti. Si prendono le mie posizioni pubbliche contro l’invio interminabile di armi e le si trasformano nella prova di una presunta influenza del Cremlino. Un processo politico costruito senza prove. Ma sta accadendo anche in Germania dove Merz spinge il paese verso un clima da stato di guerra contro la Russia. Proprio mentre l’AfD si prepara a vincere. Considerando anche il passato di Merz ai vertici di BlackRock, qualcuno potrebbe domandarsi: golpe in salsa BlackRock?”. Lei non è però estraneo al milieu moscovita. “E allora? Io ho servito per decenni la Repubblica italiana. Anche l’incarico di addetto militare a Mosca mi è stato affidato dallo stato italiano. Trasformare quell’incarico in un elemento sospetto significa offendere non soltanto me, ma le istituzioni che me lo hanno conferito”.
Veniamo all’agenda. Quest’anno sarà per la prima volta a Cernobbio. Stupirà gli imprenditori? “Forse li stupirò con il buonsenso. Gli imprenditori italiani hanno bisogno che la politica smetta di sorprenderli ogni giorno con nuove tasse, adempimenti, costi, regole instabili e direttive europee. A Cernobbio dirò con chiarezza che integrazione non può significare sottomissione e sovranità non significa isolamento. L’Europa ha senso se aiuta le proprie nazioni e le proprie imprese a competere. Diventa un problema quando si trasforma in una macchina burocratica che impone vincoli”. Vannacci ci dice, tra le tante cose, che parlerà poi di politica energetica. Chiediamo se la sua idea di riaprire i canali con la Russia verrà riproposta anche oggi. “Sì. Dobbiamo riaprire tutti i canali energetici e commerciali convenienti per il paese. E’ patriottismo economico”. Carlo Calenda, alla notizia della sua presenza, ha annunciato che non verrà. “Ha anche detto che parteciperò ‘in pompa magna’. Peccato che sarà invece una sessione insieme a Mario Monti e Jordan Bardella, moderata da Francine Lacqua di Bloomberg. Dunque ci saranno posizioni profondamente diverse e un vero confronto. Calenda è libero di non partecipare, ma è curioso che chi si presenta come liberale consideri scandaloso che venga ascoltata un’opinione diversa dalla propria. Alla fine, la sedia vuota sarà la sua, non la mia”.