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Il Veneto dice sì al fine vita. E in Senato Schlein studia la sponda con FI
Boccia: "A Craxi riconosciamo la buona fede e l’impegno. Se aprono al confronto, siamo disposti a sostenere la calendarizzazione della legge". La capogruppo forzista: "Discutiamo senza pregiudizi". Intanto la segretaria dem studia le prossime mosse e sabato sarà al contro Forum di Cernobbio per "un'eonomia di pace"
3 SET 26

Elly Schlein guarda al Veneto e studia le prossime mosse, tra Roma e Cernobbio. La regione di Stefani e Zaia approva la legge sul fine vita, è la prima guidata dalle forze di maggioranza a farlo. La destra si divide, con FdI che vota contro, ma il provvedimento – sostenuto anche dalle opposizioni – passa con 32 sì, 5 astenuti e 14 contrari. Questa volta il Consiglio regionale veneto porta a casa un risultato che nel gennaio 2024 sfuggì per un solo voto: la consigliera del Pd, Anna Maria Bigon, si astenne muovendosi in dissenso dalla linea del partito. “Una ferita”, disse allora Schlein convinta della necessità di quella legge regionale. E ancor di più di una normativa nazionale che dia seguito alle indicazioni della Consulta: per questo dalle parti del Nazareno affinano la strategia, per offrire una sponda a Forza Italia. O meglio: per vedere se davvero gli azzurri di Tajani fanno sul serio. Del resto il fine vita è un tema che può mandare in tilt il governo. E poi c’è Vannacci. Così l’intenzione dei dem è quella di favorire l’approdo in Aula della proposta portata avanti dalla capogruppo di FI Stefania Craxi. E’ una spinta che arriva anche da Milano, da Marina Berlusconi, nel segno del rinnovamento (vero o presunto). Di legge nazionale sul fine vita, è noto, si ragiona da anni. Il Pd ha avanzato già da tempo la proposta Bazoli. In questa legislatura la maggioranza ha fatto la sua contromossa. E’ un’impasse che – complici le divisioni a destra, con FdI molto scettica – va avanti da mesi. Ma che Craxi s’è incaricata di sbloccare. “Alla prima capigruppo utile chiederò la calendarizzazione della legge sul fine vita”, assicura al Foglio la senatrice. “E' un dovere morale del Parlamento colmare il vuoto legislativo ed evitare un caos normativo in cui ogni regione procede per conto proprio e con regole diverse. Sono fiduciosa che tutta la maggioranza possa sostenere questa proposta”. E l’opposizione? “Spero lo faccia anche il Pd augurandomi contestualmente che metta da parte la volontà di rimanere sulle barricate”. Craxi tende la mano. “Se il Pd avrà un approccio costruttivo, troverà in FI un interlocutore pronto a discutere, senza pregiudizi”. I nodi non sono pochi, il principale è il ruolo del sistema sanitario nazionale, su cui i dem (e il resto delle opposizioni, che da ieri incalzano Meloni). non faranno passi indietro. In Senato Francesco Boccia spiega: “A Craxi riconosciamo la buona fede e l’impegno. E se davvero FI vuole portare in Aula una legge sul fine vita che abbia un impianto aperto, siamo disposti a sostenerne la calendarizzazione”. Ma? “Sia chiaro: il Pd non sosterrà mai le posizioni della destra più retrograda, che vorrebbe escludere il Ssn su una materia così delicata. Per noi è inaccettabile: vorrebbe dire concedere un diritto solo a chi può pagare, rivolgendosi ai privati. L’intramoenia non basta perché codifica proprio questo principio”. Il capogruppo dem invita quindi il governo a “lasciare la maggioranza libera di votare una legge decisa dal Parlamento. In ogni caso siamo curiosi di sapere se anche al Veneto riserveranno il trattamento di Toscana e Sardegna, dove hanno impugnato la legge”.
L’aula di Palazzo Madama riaprirà settimana prossima, quando la bagarre sulla legge elettorale entrerà nel vivo. Ma si capirà anche se e quando il fine vita potrà essere davvero discusso. Nel frattempo Schlein prepara appuntamenti e iniziative. Ha chiesto, e lo stesso ha fatto l’alleato rivale Conte (oggi alla festa dell’Unità di Genova), di abbassare il volume sulle primarie, di non farsi risucchiare dalla polemica quotidiana. Più importante puntare sui temi reali, sull’economia. Una sorta di tregua (armata e apparente), anche se la competizione tra leader certo non svanirà. Domenica i due si ritroveranno al forum Ambrosetti, davanti alla platea degli industriali. Schlein però sarà da quelle parti anche il giorno prima, per il contro forum “dell’altra Cernobbio”, promosso dalla Rete italiana pace e disarmo e da Sbilanciamoci!. Il titolo dell’iniziativa è chiaro: “Un’economia di pace”. La corsa per la leadership passa anche da qui.