Politica
il colloquio •
Sforzini, presidente del Centro studi di Vannacci: “Il Fascismo in Fn? Clima agghiacciante. Il generale guardi al futuro”
"Lavarini? Per lui nazista è un complimento. Rischiamo di legittimare i peggiori mostri del '900", dice Sforzini a cui non piace il programma di Fn. "Immigrazione e sicurezza non possono essere pretesti per introdurre una sorta di sharia cattolica e combattere l’integralismo islamico con un altro integralismo”
2 SET 26

“Tutto questo crea un clima agghiacciante nel nostro ambiente”, sospira Luca Sforzini. La quota “liberale” di Futuro nazionale. “Rivendico la mia formazione repubblicana, sono stato vicesegretario del Partito repubblicano in Lombardia”. Imprenditore, oggi è il direttore del Centro studi Rinascimento nazionale, il Think tank di Vannacci. “Con il generale collaboriamo da circa un anno”. Parla al Foglio e manda messaggi a Fn, chiede un cambio di passo, o d’identità, a un partito schiacciato sulla nostalgia, con retorica e idee che richiamano il fascismo.
Ieri questo giornale ha pubblicato alcuni scambi nelle chat del gruppo “Vannacci ultima speranza”. Uno scontro tra Sforzini e Roberto Jonghi Lavarini, il barone nero. “Mi permetta una precisazione”. Prego. “Non era uno scontro, ma una constatazione. Io l’ho definito un ‘nazista autentico’ aggiungendo che per lui è un complimento. Non è un mistero che Lavarini faccia una valutazione positiva del fascismo e addirittura del nazismo”, dice Sforzini. Eccolo il “clima agghiacciante”. In risposta Sforzini è stato definito atlantista e poi sionista. “Non lo sono e non sono nemmeno ebreo. Ma riconosco che Israele sia l’avamposto del mondo occidentale e l’unica democrazia del medio oriente. Questo non vuol dire che il governo israeliano non possa essere criticato. C’è però una grande differenza tra considerazioni critiche e antisemitismo”. Ma se c’è chi, come Lavarini, vuole riabilitare i regimi di Mussolini e Hitler la differenza rischia di scomparire. “Sì, ma non vorrei dare troppo peso a Lavarini. Quello che mi spaventa non è questa macchietta, ma quello che alcuni esponenti di Fn rischiano di fare”. Che intende? “Legittimare e sdoganare i peggiori mostri del ‘900”. E in effetti non c’è solo Lavarini. Ci sono i “camerata” pronunciati all’assemblea del partito, i saluti romani, i richiami alla Decima mas. Da ultimo pare che Fn intenda partecipare a un raduno neonazista a Trento. Vannacci però non dice una parola. “Questo continuo richiamarsi al passato – è convinto Sforzini – è deleterio. Non abbiamo avuto il bene di voltare pagina nella nostra generazione, dobbiamo lasciare questo fardello ai nostri figli?”. In ogni caso, aggiunge ancora il direttore del centro studi: “Se proprio dobbiamo guardare indietro, l’Italia ha riferimenti storici altissimi, come la Roma antica, Mazzini, Garibaldi e il Conte di Cavour, che uniscono anziché dividere. E’ davvero necessario voltarsi a quel tragico passato che ha portato alla guerra civile? Visto che il partito si chiama Futuro Nazionale guardiamo alle sfide di questo secolo: tecnologia e AI, energia e ruolo dell’Italia nel Mediterraneo. O ancora la valorizzazione delle eccellenze, la libertà: temi completamente usciti dai radar”. Per Sforzini insomma se davvero il movimento di Vannacci vuole ambire a prendere il posto di Giorgia Meloni, non è alle ridotte estremiste, e fasciste, che bisogna tendere. “Dobbiamo ricondurre certe spinte, anche estreme o di protesta, all’interno dell’ordine democratico. Questo deve essere il nostro compito. C’è un bacino potenziale che arriva al 30 per cento, ma la classe dirigente e le parole d’ordine che ne derivano devono riflettere questo elettorato, rappresentarlo. E’ questo il bivio”. Il generale al momento non sembra vederla in questo modo. Il programma va in tutt’altra direzione, in retromarcia. “L’interesse che ha suscitato Fn riguarda principalmente la sicurezza, perché c’è un serio problema di ordine pubblico, e poi l’immigrazione irregolare. Questioni collegate tra loro. Ma un conto è proporre soluzioni, un altro è cercare per il tramite di queste problematiche di introdurre una sorta di sharia cattolica, combattere l’integralismo islamico con un altro integralismo”.
Sforzini lo ha detto e scritto più volte: il programma di Fn non lo convince. Non lo ha citato direttamente, ma sono critiche rivolte all’ideologo Lorenzo Gasperini? “Guardi, che le posizioni da Sillabo di Papa Pio IX siano state introdotte principalmente da lui è un dato di fatto. D’altronde non sono andato io al raduno dei lefevbriani. Mi sembra anche una scelta bizzarra per chi ha un certo ruolo politico”, risponde Sforzini. Che al modello oscurantista ne oppone un altro, chiedendo a Vannacci di esserne il principale interprete: “Una destra polifonica. Ci sono le condizioni, grazie al nostro leader, per costruire una destra moderna. Certamente sociale, tradizionalista, cattolica. Ma anche liberale, liberista e libertaria. Le sensibilità sono varie e non c’è alcuna ragione di escluderne alcune, serve fare sintesi”, è l’appello di Sforzini. Ma non è detto che verrà accolto. C’è il rischio che Sforzini lasci Fn? “No, questa battaglia voglio condurla dall’interno”.
