Politica
Un carrozzone •
“Nazista” vs “sionista”. Nelle chat vannacciane lo scontro tra Sforzini e Lavarini, che vuole riscrivere la storia
Dopo i dissidi sul programma troppo conservatore, e le (velate) accuse all'ideologo Gasperini, ecco la polemica tra “liberali” e la quota nera di Lavarini: "Verrà il giorno in cui gli studiosi seri potranno parlare liberamente della Seconda guerra mondiale e della grande rivoluzione nazional popolare europea..."

Vannacciani contro. “Sei un nazista autentico”, gli scrive Luca Sforzini, direttore di Rinascimento nazionale, il think tank vicino al generale. “Non sono uno ‘sciuscià’ liberale atlantista sionista come te... Per me non è un’offesa”, risponde Roberto Jonghi Lavarini, anima nera di Futuro nazionale, che nella chat “Vannacci ultima speranza” esalta il Ventennio. Va così il dibattito tra i seguaci di Vannacci. Troppo fascisti, oppure troppo poco.
A innescare il dibattito tra fascisti e alcuni (rari) antifascisti che dentro Fn va avanti da qualche tempo, sono state le parole di Carmelo Burgio, il candidato sindaco scelto da Roberto Vannacci per Milano, colpevole di “non apprezzare l’opera del fascismo”. La discussione in chat viene infiammata dall’intemerata revisionista del “barone nero” Lavarini, nome noto del mondo neofascista milanese: “Verrà il giorno in cui gli studiosi seri potranno parlare liberamente della storia europea, della Seconda guerra mondiale e della grande rivoluzione nazional popolare europea... Dal 1945 la storia la scrivono e insegnano i vincitori ‘liberatori’, gli stessi che ci trattano, da allora, come colonia culturale, politica ed economica... Noi non vogliamo una destra amerikana ma europea, non vogliamo fare i bravi maggiordomi o camerieri, ma i padroni a casa nostra”. Alè. Se non fosse che tra i vannacciani ci sono i discendenti di chi è stato vittima del fascismo: “Già, il regime che ha approvato le leggi razziali e deportato metà della mia famiglia”. E Vannacci che ne pensa? Fischietta, minimizza come spesso accade quando gli si fa notare che il suo partito ha un problema con i nostalgici di Mussolini. D’altra parte anche il Sindacato dei militari ha presentato un esposto alla procura di Roma accusando i vannacciani di ledere l’ordine costituzionale. Si riferiscono in particolare al programma. “Vannacci non è fascista, ma il partito smetta di sembrarlo. Tiri una riga e ricominci”, ha commentato lo stesso Sforzini. Perché l’esposto pone “un problema politico”. Un altro, dopo la discussione, interna a Fn, proprio sui contenuti programmatici sollevata dallo stesso Sforzini. Il direttore di Rinascimento nazionale vorrebbe guardare al futuro, alle sfida dell’AI. Mentre il programma propone “divieti e prescrizioni morali”. Un attacco, nemmeno velato, all’ideologo Lorenzo Gasperini, troppo conservatore. Un sorta di guerra culturale vannacciana, a cui ci mancava solo la quota nera di Lavarini: un bel carrozzone.