Nel campo largo ora si passa dal leader "provvisorio" a quello "simbolico". E mica finisce qua

Secondo quanto risulta al Foglio, Speranza prima dell'intervista al Corriere si sarebbe consultato con Orlando e Franceschini. Il sospetto che non vogliano Schlein leader. Quindi continueranno la sequela di personalità per sostituirla. Poi sarà il turno degli elettori, se ci saranno
26 AGO 26
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Elly Schlein - foto LaPresse

E il leader immaginario, no? Tutto ritorna, memoria del best-seller degli anni '70 di Vittoria Ronchey: "Figlioli miei, marxisti immaginari". Ieri colpaccio della collega Monica Guerzoni sul Corriere, alla quale Roberto Speranza, a quanto ci risulta dopo essersi consultato con Andrea Orlando e Dario Franceschini, ha spiegato che il centrosinistra non deve fare le primarie per la leadership. Altro che Giuseppe Conte o Elly Schlein. "Candidiamo un 'leader simbolico', un ragazzo neodiciottenne o un pensionato partigiano". Schlein, sentita la rassegna stampa, ieri mattina, pare abbia avuto l'impressione, diciamo di più, il sospetto, che l'onorevole Speranza, con Fraceschini e Orlando, non la voglia come leader.
Per quali misteriosi segni ella, cioè Elly, se ne sia accorta, non riusciamo a immaginare. Il fatto è che a questa donna non si può nascondere nulla. L'idea di Speranza del resto ha una sua logica convincente. Un neodiciottenne ha appena preso la patente e potrebbe quindi, all'occorrenza, guidare anche il paese. Il partigiano centenario, dal canto suo, offre garanzie speculari e forse superiori, perché ha già vinto una volta, e nessuno può rinfacciargli di non vincere mai, che è l'accusa più frequente e più dolorosa che circoli da quelle parti. A luglio il centrosinistra aveva immaginato di scegliere un leader "provvisorio", ad agosto arriva adesso il leader "simbolico". Confidiamo dunque nel leader "metaforico" d'autunno, nel leader "onirico" d'inverno e infine, verso l'estate, nel leader "deducibile". Non nel senso fiscale, ma nel senso che il leader non si vede ma si desume dagli indizi, come le tracce dello Yeti sulla neve.
C'è nell'evoluzione delle idee del centrosinistra una regolarità che, a guardarla dall'esterno, consola più di quanto allarmi. A luglio si era arrivati al "leader provvisorio", appunto. Che era già un bel passo avanti, perché eliminava dalla leadership la sgradevolezza della durata. Oggi si arriva al "leader simbolico", quasi allegorico, che elimina dalla leadership la sgradevolezza della persona. L'allegoria, del resto, è la più italiana delle arti applicate, e non si capisce perché il Pd avrebbe dovuto lasciarla ai carri di Viareggio e ai soffitti delle prefetture. Che poi a proporlo sia un uomo il cui cognome, Speranza, figura già, affrescato in tutte le sagrestie della penisola, fra le tre virtù teologali, è una coincidenza da non sottovalutare.
Procedendo per sottrazioni successive, con la calma metodica di chi sfronda un carciofo, nel centrosinistra si giungerà presto al risultato finale e perfetto, e cioè a una leadership priva di leader, che è forse la sola forma di leadership su cui in quelle contrade sia possibile raggiungere l'unanimità. Il "leader inesistente", dunque, forma finalmente pura, liberata dalla materia e insieme da ogni residuo di conseguenza.
Nel frattempo converrà prepararsi alle proposte intermedie, che saranno molte e tutte ugualmente ragionevoli. A settembre, per superamento della proposta Speranza, si scenderà sotto la maggiore età fino al "leader nascituro", presentato alla direzione mediante ecografia. Ottobre sarà invece il mese del "leader postumo", si sceglierà un grande scomparso e si costituirà un comitato scientifico incaricato di interpretarne il pensiero sui temi dell'attualità (il Milite Ignoto possiede tutti i requisiti richiesti e nessuna corrente potrà accusarlo di ambizione personale).
Infine non è affatto da escludere che, entro Natale, esaurita la specie umana, qualcuno rilanci direttamente un "leader vegetale", un ulivo secolare in un grande vaso a Largo del Nazareno, il quale avrebbe il pregio di restituire alla coalizione il proprio nome originario. Ammesso che non prenda la Xylella. Rimane naturalmente il problema di sapere fin dove il metodo possa spingersi. Sottratto il leader, l'unico elemento ancora ingombrante e concreto rimasto nel campo largo sarebbero a questo punto gli elettori. Ma ci si sta attrezzando per fare svanire anche loro.