Politica
l'intervista •
“La Rai sbaglia su Ranucci. Rimanga al suo posto a Report”. Parla Giovanni Minoli
"Così la Rai sta creando un nuovo martire. In Italia il vittimismo vende benissimo. C’è gente che c’ha fatto carriere, fortuna e soldi”. Colloquio con l'inventore di Mixer, già dirigente in Viale Mazzini
26 AGO 26

Foto ANSA
“Sigfrido Ranucci deve rimanere a ‘Report’. Così la Rai sta creando un nuovo martire”. Giovanni Minoli, uno dei più noti giornalisti televisivi e già dirigente in Viale Mazzini, spiega al Foglio tutti i pericoli che rischiano di concretizzarsi con la scelta di allontanare il giornalista dalla guida del programma di Rai 3. Ieri i vertici della televisione pubblica si sono riuniti proprio per questo. Sul piatto, per Ranucci, ci sarebbe un menù di altri incarichi assicurati e a stipendio invariato.
Per Minoli, però, estromettere il giornalista dalla trasmissione non è una scelta intelligente, “di lungo respiro. Alla fine Ranucci è una vittima di un attentato, fino a prova contraria. Bisognerebbe lasciarlo dov’è e vedere cosa ne penserà in futuro il pubblico del suo nuovo ‘Report 2.0’, quello post tempesta. Altrimenti la Rai sembra un’azienda assoggettata alla politica”. Le cesoie di mamma Rai tagliano il finale del “Codice Da Vinci” e si avvicinano al conduttore. Eppure, lasciare le cose così come stanno “sarebbe più logico, più di buon senso”, dice Minoli. “Dimostrerebbe una maggiore capacità di gestire il potere autonomamente da parte dei vertici Rai. E sottolineo autonomamente”.
“Solo lasciando tutto al suo posto si può arrivare a una verità chiara, senza costruire inutili vittime”. Per l’inventore di ‘Mixer’, invece, la decisione dei vertici Rai non fa altro che “fare di Ranucci un martire. Mi chiedo se sia una scelta giusta, intelligente e di buon senso”. Nel frattempo, la corsa a santificare il giornalista è partita mentre la riunione dei vertici della tv pubblica era ancora in corso, con Barbara Floridia, già presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, che ha parlato di una “vera e propria batteria di attacchi di Fratelli d’Italia contro Ranucci”, il quale finisce “vittima tre volte”: dell’attentato organizzato dall’amico ed ex imprenditore Valter Lavitola (atteso il 7 settembre davanti al tribunale del Riesame), poi del coinvolgimento “suo malgrado” nei rapporti con il faccendiere e infine – sempre secondo Floridia – “oggi di una Rai che, sotto il governo Meloni, sembra aver trasformato ‘Report’ e il suo conduttore in un problema politico da risolvere”.
Avs ha già prenotato il giornalista per la sua festa il 9 settembre in quel di Testaccio, dove lo scroscio di applausi per la “triplice” vittima è più che scontato. Così come è già intuibile un assalto alle librerie quando la sua nuova fatica letteraria uscirà l’anno prossimo. “In Italia il vittimismo vende benissimo. C’è gente che c’ha fatto carriere, fortuna e soldi”, aggiunge Minoli. “Per questo sarebbe meglio farlo rimanere a ‘Report’ e lasciare le valutazioni sul suo lavoro solo al pubblico e alla redazione della trasmissione. A volte le soluzioni più semplici e meno contorte sono quelle più di buon senso e capaci di dare risposte, a mio avviso”. In Viale Mazzini invece, prosegue Minoli, “hanno preferito usare un approccio burocratico”. Lo stesso burocratese usato a luglio dall’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi per giustificare la sospensione delle repliche estive di Report: “E’ stata una forma di cautela del brand dell’azienda”. “Ma quale brand, sono parole al vento – risponde Minoli –. Parlando di brand importanti, quando Tortora fu ingiustamente imprigionato, ‘Portobello’ non fu certo ‘tutelato’ facendolo fare a un altro. Rimase congelato fino al ritorno di Tortora, che poi disse la famosa frase: ‘Dove eravamo rimasti?”. Per il suo avvocato Roberto De Vita, Ranucci è un perseguitato e la Rai dovrebbe tutelarlo. E mentre si valutano gli aspetti della vicenda per evitare eventuali cause di lavoro, per lui si apre un ventaglio di alternative. L’idea di candidarlo con Avs, invece, è stata bollata da Angelo Bonelli come “priva di fondamento”. Per ora.
