Politica
Il potere scioglipanza •
Ranucci e la avances. Dare del brutto a un uomo di potere che ci prova è la libertà
Bisogna avere la facoltà di poter dire a un uomo non vengo a letto con te perché non mi piaci, perché so farmi largo da sola, grazie, invece di deviare il discorso o fingere di non aver capito, come hanno fatto le infinite generazioni precedenti alla nostra
22 AGO 26

Foto LaPresse
Non è detto che il percorso delle donne occidentali lungo il sentiero accidentatissimo dell’affermazione debba portare necessariamente a Palazzo Chigi. Può anche prevedere tappe intermedie, piccole e apparentemente frivole, tipo poter respingere un uomo brutto dicendogli che gli si preferiscono quelli belli, alti e muscolosi, che è quanto fino a oggi gli uomini di potere hanno sempre fatto con le donne prendendosela all’occasione non solo con la malcapitata, ma anche con il pittore che ne aveva mitigato per i più svariati motivi i difetti fisici, vedi Enrico VIII d’Inghilterra con Hans Holbein il Giovane che gli aveva mandato un ritratto di Anna di Cleves da cui non sembrava affatto che fosse una “dannata cavalla fiamminga”, come il sovrano aveva verificato presentandosi alla promessa sotto mentite spoglie e già malandato di salute. Un uomo poteva possedere la famigerata fiatella di Enrico di Navarra, la gobba di Enrico III d’Inghilterra, lo sterno carenato di un piccione o tutte queste cose insieme come Carlo V e in genere gli Asburgo che si sposavano tra di loro e nessun ritratto è mai riuscito ad occultarne del tutto l’ingratitudine fisica eppure sui loro imperi, anche in materia di donne, non tramontava mai il sole.
Per questo motivo, le ragazze dovrebbero rallegrarsi molto per l’articolo di Angela Camuso sulle presunte avance sgradite di Sigfrido Ranucci, alle quali lei ha sottolineato sul “Tempo” di preferire, giustamente, un uomo di gentile aspetto e in forma perché, vedete, fino all’altro ieri una donna mai si sarebbe permessa. Purché provvedesse a vitto e alloggio, il maschio poteva anche essere “non tanto bello”, come osserva sconsolata Mamie a Scarlett O’Hara quando sposa Frank Kennedy che ha il doppio dei suoi anni per poter pagare le tasse di Tara, mentre la collega può scegliere, come un numero sempre maggiore di donne, pur con i tempi lentissimi propri all’Italia e con lo stipendio consegnato in diretta e in toto alla baby sitter causa cronica mancanza di asili dove alloggiare i pupi mentre si cerca di fare carriera e rendersi indipendenti. L’unico freno che le donne si siano mai imposte per non respingere un uomo de panza era appunto la sostanza, come peraltro gli uomini sanno benissimo da sempre e in ogni clima e cultura e non c’è nemmeno bisogno di guardare all’Afghanistan post 2021 per credere che in Europa sia andata poi tanto diversamente: dai a una donna mezzi e opportunità per studiare e farsi lago e vedrai che alla prima offesa quella prenderà la porta e non la vedrai più, che è quanto tutti gli studi di genere sanno benissimo e l’osservatorio istituito da Giovanna Paladino in Intesa Sanpaolo certifica ogni anno: la prima violenza è quella economica, la sudditanza si crea col bisogno, non tutte hanno avuto i mezzi di Caterina I di Russia per liberarsi del marito deforme e prenderne il posto, a tante sarebbe bastato di poterne avere uno non troppo ripugnante.
Fino alla settimana scorsa, all’estetica si guardava dopo o non si guardava affatto, come peraltro scrive anche Anita Loos quando presta a Lorelei Lee le sue brillanti osservazioni su sesso, bellezza e rispettivo potere femminile e maschile. Che la collega abbia taciuto per anni sulle battute inappropriate di Ranucci non ha alcuna importanza, che ci siano davvero state e i vocali lo dimostrerebbero dopotutto nemmeno; sorella io ti credo e comunque chisseneimporta, non è questo il punto. Il punto è la libertà di poter dire a un uomo non vengo a letto con te perché non mi piaci, perché tutto il tuo potere non ha proprietà di scioglipancia e perché so farmi largo da sola, grazie, invece di deviare il discorso o fingere di non aver capito come le nostre madri o infinite generazioni precedenti alla nostra. Oggi, si può mettere per iscritto che la mattina dopo si preferisce non doversi tagliare il braccio pur di non svegliare il tizio che ci dorme accanto, e che facendolo non si teme affatto di finire all’inferno come Francesca che si era vista arrivare a casa come intermediario il bel Paolo Malatesta, salvo scoprire di dover giacere con suo fratello Giovanni detto anche ”Gianne lo sciancato” o appunto “il ciotto”. Sono belle conquiste, persino migliori di quella che Anna di Cleves che, dopo aver accettato di buona grazia l’annullamento del matrimonio, ricevette proprietà, rendite e l’appellativo ufficiale di “amata sorella del re”, sopravvivendo non solo a tutte le sue sostitute, ma al re stesso.