Fontana difende l'unità della Lega: "Più rispetto per Salvini"

Il presidente della Camera ricorda che con Bossi ci furono tempi ancora più magri per il Carroccio, ma "ai nostri elettori interessano poco le diatribe personali: interessano le idee, i territori e la capacità di dare risposte”. E Centinaio: “Il dibattito sui giornali non serve a nulla”

18 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 10:56
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Foto ANSA

Sono giorni di burrasca intorno al segretario della Lega Matteo Salvini, tra le ombre sulla nascita di un nuovo partito guidato dai governatori del nord e i sospetti che il vicepremier punti a formare un manipolo di fedelissimi. In questo sisma, però, una parte del Carroccio punta ancora sull’unità. “Serve più rispetto per Matteo Salvini”, ha dichiarato il presidente della Camera Lorenzo Fontana intervistato dal Giornale. “Ci sono sfide e minacce troppo grandi per permettersi di dividersi”.
Per Fontana, le recenti accuse dirette a Salvini dal presidente della Lombardia Attilio Fontana sono “parole di ingratitudine”, e il leader leghista va valutato per il suo lavoro complessivo: “Essere alla guida di un partito per tanti anni comporta uno sforzo enorme, e Salvini continua a spendersi, sacrificando anche una parte importante della propria vita privata”. Lorenzo Fontana ricorda inoltre che “Quando Matteo Salvini prese in mano il partito, la Lega era considerata da molti ormai morta”, e che “con Bossi e Maroni abbiamo attraversato momenti nei quali i sondaggi e i risultati elettorali erano anche più bassi degli attuali”.
Il presidente della Camera è favorevole al dibattito interno, ma per lui l’unità del partito rimane la priorità. “È un momento nel quale bisogna ritrovare spirito di coesione e avere rispetto per il lavoro svolto. Se si ha davvero a cuore il movimento, è giusto discutere e ragionare sul futuro. Ma bisogna farlo evitando confronti pubblici e confusione. Il confronto è utile quando costruisce, non quando divide”. Fontana aggiunge inoltre che “C’è anche una questione umana. Nella Lega fratellanza e rispetto reciproco sono sempre stati valori fondamentali. Ai nostri elettori interessano poco le diatribe personali: interessano le idee, i territori e la capacità di dare risposte”. “Puntare il dito contro il segretario senza esserci fatti un esame di coscienza non serve alla Lega”, conclude Fontana.
Sulla stessa linea si è espresso anche un altro leghista, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Intervistato da Milano Quotidiano, Centinaio ha dichiarato che “Il dibattito sui giornali non serve a nulla”, aggiungendo che “Io continuo a pensare che i panni sporchi si debbano lavare in casa e quindi penso che il dibattito interno possa andare bene solo se non sfocia in polemiche sterili”. Centinaio ha poi attaccato esplicitamente i compagni di partito che prendono le distanze da Salvini. “La Lega non è solo il segretario: la Lega è anche un partito con una classe dirigente che deve prendersi le responsabilità di quello che fa”, accusando gli stessi militanti di avere favorito l’ascesa di Vannacci tra i ranghi del partito.