Meloni anti Vannacci: sospende Schengen con la Spagna e rilancia il modello Albania

Chiuse le frontiere per un mese, ma la premier avvisa: "Pronti ad aiutare Madrid". Le tensioni con il governo iberico e il timore per gli effetti sul turismo. In una nota di FdI l'attacco alla sinistra "modello porte aperte". La gara con Futuro Nazionale
1 AGO 26
Immagine di Meloni anti Vannacci: sospende Schengen con la Spagna e rilancia il modello Albania
La schiuma della terra sbarca a Ceuta e Vannacci resta a mollo con le pinne. Dice la destra: “Siamo invasi”, e lui pesca pesci palla. Meloni e Piantedosi chiudono le frontiere, sospendono Schengen (per un mese), Salvini twitta come un invasato, e perfino Tajani annuncia che vuole spezzare le reni alla Spagna. La più grande crisi umanitaria europea, oltre cinquantamila migranti sbarcati a Ceuta, è il cocomero elettorale. 
Le immagini, i migranti a nuoto, convincono Meloni che serve “agire subito” per dimostrare il fallimento delle “porte aperte”. E’ uno spot formidabile per il suo “modello Albania”, contestato, un modo per togliere il passaporto a Vannacci, il bagnino in mutandoni. La destra regola i conti. Tajani li regola con il governo spagnolo perché, scrive, lo sbarco di cinquantamila disperati si deve “alla scelta del governo spagnolo di dare la cittadinanza a oltre 500 mila migranti”. In pratica, dopo il Safe, apre una crisi diplomatica con il jamón. Il più sobrio resta Piantedosi che non vuole spaventare né spagnoli né italiani (Meloni a sera: “Pronti ad aiutare la Spagna”).
Sospendere Schengen significa controlli alla frontiera con la Francia. Al ministro degli Interni ricordano che i controlli saranno mirati: non riguarderanno i cittadini spagnoli (per non frenare il turismo) ma solo i cittadini dei paesi terzi (useremo il riconoscimento facciale?). E’ stato sospeso Schengen perfino la scorsa settimana in Val di Susa, e come dice Franco Gabrielli al Foglio: “Sappiamo come è andata a finire. Mi sembra una polemica che, come al solito, attiene più alla propaganda”. Solo che la sinistra (che non ha mai incaricato Gabrielli, offrendo un posto in segreteria Pd) ne esce distrutta. Dal 2006, l’Italia ha sospeso Schengen 498 volte ed è attualmente sospeso con la Slovenia. La Francia lo ha interrotto per il G7. La frase ha però un impatto, come la parola “remigrazione”. Così come la cifra. In una nota di FdI la cifra è “spaventosa” e a “spianare la strada è la controversa decisione della Corte Suprema spagnola che ha vietato i respingimenti immediati, paralizzando la macchina delle espulsioni”. Si assembla un cordone europeo. Insieme all’Italia si schiera la Finlandia. Solo Macron porge la mano a Sánchez. Nel racconto di Meloni, e del suo partito, Ceuta è la prova “di un totale e definitivo tracollo delle politiche migratorie promosse della sinistra, l’illusione di poter governare i flussi”. Non illudetevi, Ceuta è il braccio di ferro della destra. Sentite Edoardo Ziello, il vice di Vannacci: “Meloni sta usando metodi istituzionali, ma qui serve fare gli anti istituzionali”. E cosa serve? “Vannacci avrebbe circondato le Alpi con l’esercito, avrebbe fatto come Annibale, spedito l’esercito e di passaggio da Milano ripuliva il boschetto di Rogoredo”. Meloni sospende Schengen, Vannacci risponderà con gli elefanti.