Altro che Ceuta. Schlein va al Pigneto per il suo piano “contro il caldo”

Nel bel mezzo della crisi con la Spagna la segretaria presenta le proposte del Pd per far fronte alle ondate climatiche perché "anche questo è tema di sicurezza urbana". Tra modelli come Medellin e la difesa a oltranza dell'Ets. Corrado: "Prima l'estate era un sogno ora un incubo"
1 AGO 26
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E’ il Pigneto la Ceuta di Elly Schlein. Lei che qua vicino c’aveva festeggiato la vittoria al congresso e che ha reso Roma est il suo porto sicuro. Va bene che il governo italiano ha appena sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna ma anche qui, in mezzo a un giardino in cui ciascuno cerca alla bell’e meglio di guadagnarsi i suoi centimetri d’ombra sotto a degli alberi più appariscenti che coprenti, si combatte una battaglia non da poco: quella contro il caldo che “è anche un tema di sicurezza urbana”, dice la segretaria del Pd.
A pochi passi dalla stazione della metro, un’atmosfera rarefatta di cappa che ricorda quella dei romanzi di Abilio Estevez, una canicola diremmo latina, il Partito democratico s’è dato appuntamento per presentare le sue proposte contro il caldo e le ondate di calore. Diciotto sgabelli in legno, tre panche, un cartello della sezione Pigneto del Pd. Tanto che uno dei militanti: “Aho però potevamo portà na bandiera”. Detto, fatto. Un totale di una quarantina di persone. C’è il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che rivendica la “depavimentazione” di questo spazio, parla di “forestazione urbana”, così come della strategia climatica adottata dal comune di Roma con tanto di cinema e “oltre 600 rifugi climatici”. C’è la responsabile ambiente del Nazareno Annalisa Corrado che discetta di “grandine a pallettoni che prima si vedeva solo nei film come ‘The day after tomorrow’”. O dell’estate che “prima era un sogno mentre adesso è un incubo”. Tanto che pure “la salute mentale delle persone è in crisi”. Poi prende la parola la capogruppo alla Camera Chiara Braga per illustrare le proposte del Pd per “difenderci dalle ondate di calore” che troveranno spazio in un’apposita iniziativa di legge. La più qualificante delle quali è l’utilizzo di 500 milioni all’anno derivanti dall’Ets per l’attuazione del Piano nazionale di adattamento climatico (con buona pace dei sindaci emiliani che sul Foglio hanno chiesto alla segretaria di rivedere la sua posizione sulla tassa europea). Rossella Muroni dice che “il caldo non è una livella”.
Quando è il turno di Elly Schlein la segretaria ha già la fronte imperlata, mentre tutt’attorno è un groviglio di magliette pezzate e anziane militanti di quartiere che si lamentano: “Aho, nun ce dovevo venì. Fa troppo caldo”. Schlein prova a tenere comunque il morale alto parlando di “governo che taglia la cassa integrazione mentre la gente muore per il caldo, oltre 12 mila morti nelle ultime ondate di calore. Il caldo è un killer silenzioso e oltre il 9 per cento delle famiglie è in condizioni di povertà climatica”. Però per fortuna ci sono dei modelli esteri cui guardare come “la città di Medellin, in Colombia, che aveva un grosso problema di cementificazione e attraverso un processo di rigenerazione urbana è riuscita ad abbassare di due gradi la temperatura media”. Sulla crisi con la Spagna la segretaria dirà (non qui) che “quella del governo italiano è solo propaganda e la sospensione di Schengen è un precedente pericoloso. Meloni prova a inseguire Vannacci, è l’agente in Europa di Trump e ha abbandonato gli italiani”.
Cronisti politici impeccabilmente vestiti alla Camera, in questo parchetto che affaccia sul locale Spaghetti a Mezzanotte, insolitamente deserto, sono venuti con la tenuta estiva: maglietta e birkenstock. Tra gli avventori si vedono anche i deputati Casu (sempre in giacca e cravatta) e Ciani (arriva con una Panda di decenni fa), oltre alla ex sardina Jasmine Cristallo. Fa troppo caldo per avventurarsi nel dedalo di baretti e spritzerie che vanno verso il Fanfulla. Tanto che mentre Schlein e Gualtieri si fermano a parlottare sotto agli oltre 40 gradi, anche della situazione Spintime, la Corrado fa per tornare verso i giardini e capitombola a terra, con tanto di bottiglietta dell’acqua che rotola sull’asfalto rovente: “Certo che voi giornalisti potevate farmi un video, sarei diventata virale”. Ma i giornalisti erano alle fontanelle a sciacquarsi la faccia e a bagnarsi i capelli. Ci vuole un piano anche per difendersi dal caldo degli eventi contro il caldo.