Slitta il voto alla Camera sulle chat di Delmastro. Il caso torna in Giunta autorizzazioni

Il presidente della Giunta Dori convoca un'immediata riunione dell'ufficio di presidenza per discutere della lettera del procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, al presidente della Camera Lorenzo Fontana sull'uso delle chat tra l'ex sottosegretario e il ristoratore Caroccia. Costa (FI): "Procedura anomala"


30 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 13:55
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Foto Lapresse

La vicenda delle chat dell'ex sottosegretario e deputato di FdI Andrea Delmastro torna in Giunta per le autorizzazioni a procedere. Il voto sull'uso delle chat era previsto oggi in aula alla Camera ma è stato rinviato. Il presidente della Giunta, Devis Dori (Avs), ha convocato un'immediata riunione dell'ufficio di presidenza per discutere della lettera inviata ieri dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, al presidente della Camera Lorenzo Fontana sull'uso delle chat tra l'ex sottosegretario alla giustizia e il ristoratore di "Bisteccherie d'Italia" Mauro Caroccia, coinvolto in un'inchiesta per riciclaggio e false intestazioni e ritenuto legato al clan di camorra Senese. A quanto si apprende, nella lettera Lo Voi sostiene sia "assolutamente necessario verificare, mediante confronto con il contenuto del dispositivo telefonico in sequestro, l'esatta corrispondenza alla messaggistica ivi memorizzata e la completezza della documentazione prodotta dalle difese". Il punto su cui il procuratore insiste è la "verifica tra quanto in sequestro e quanto prodotto dalla difesa". 
Lungo la mattinata, il presidente Dori ha annunciato che "l'Ufficio di presidenza della Giunta per le autorizzazioni è stato sospeso e riprenderà dopo la fine dell'Aula sul proseguo dei lavori e per decidere, tra le altre cose, se i membri della Giunta potranno accedere alle chat inviate dalla Procura".
Lo slittamento del voto in Aula ha suscitato qualche dubbio fra gli esponenti di maggioranza. Il rinvio in Giunta "è una procedura anomala, non è possibile riaprire l'istruttoria solo perchè la Procura pensa di mandare ulteriori documenti", ha affermato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa. "Il presidente della Camera ha spiegato di aver ricevuto un'ora prima della riunione della conferenza dei capigruppo la lettera del procuratore di Roma Lo Voi. Eravamo pronti a votare oggi" in Aula sulla richiesta di utilizzo delle chat dell'ex sottosegretario Delmastro. In questo modo, secondo il forzista, "apriamo un precedente: un'ora prima della votazione si manda un documento e si blocca l'Aula". 
Di tutt'altro avviso le opposizioni. "Abbiamo chiesto che l'Aula aspetti i lavori della giunta delle autorizzazioni" su Delmastro "perchè per noi è imprescindibile votare al più presto su questa vicenda", ha detto il capogruppo del M5s alla Camera Riccado Ricciardi al termine della conferenza dei capigruppo. "Ora la palla passa alla giunta per analizzare questa lettera che, a quanto emerge, chiede di autorizzare anche per il diritto alla difesa la visione di queste chat. Questa classe politica cerca di autoconservare il diritto a nascondere le cose". Anche per i dem gli elementi della lettera di Lo Voi "sono sicuramente rilevanti", come ha detto la capogruppo del Pd Chiara Braga. "Ora la giunta deve aver modo di analizzarli e fare le sue valutazioni. Mi pare di poter dire che si rafforzano ulteriormente" le motivazioni "per acquisire le conversazioni dell'onorevole Delmastro" che era "la posizione del Pd e delle forze di opposizione. Credo che la giunta debba riconsiderare l'orientamento negativo della maggioranza", ha concluso. Più duri i commenti da Avs: "Qualcuno avrebbe voluto che la giunta non leggesse neanche la lettera" di Lo Voi "e invece è giusto approfondire. Non cambia la nostra la richiesta alla maggioranza: cosa avete da nascondere?", ha detto il deputato di Avs Marco Grimaldi. "La verità è che gli elementi che emergono sono a tutela della trasparenza". 
Il 22 luglio scorso, la Giunta di Montecitorio ha negato la richiesta della procura di Roma di acquisire le conversazioni tra il deputato di FdI e il ristoratore. Lo stop alla richiesta dei pm è arrivato con l'approvazione della relazione della maggioranza: il centrodestra ha votato a favore della proposta del relatore del testo, l'azzurro Pietro Pittalis, negando l'autorizzazione al sequestro della corrispondenza. Il centrosinistra ha votato contro. Dopo il voto della giunta, la pratica sarebbe dovuta arrivare oggi in Aula a Montecitorio per il voto definitivo. In risposta, il Movimento 5 stelle ha deciso di occupato i banchi del governo nell'Aula del Senato: "Le giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito", hanno detto i componenti pentastellati.