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Grillo spara sul M5s: "I rivoluzionari hanno scoperto i palazzi. Il Movimento ha perso la sua identità"
Dopo un lungo silenzio, il fondatore accusa la sua ex creatura di aver abbandonato il suo passato. La nascita del Movimento prendeva le mosse dalla "delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse", scrive sul suo blog

LaPresse
"Il Movimento 5 stelle ha perso la sua identità e, soprattutto, ha perso la sua 'diversità'. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l'inferno, con tanto di pedaggio". Ad accusare il Movimento 5 stelle di aver deviato rispetto alle sue origini non è uno qualunque, ma il suo stesso fondatore, Beppe Grillo, che sul suo blog scrive un lungo post dal titolo che non lascia ambiguità di fondo: "Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni". E così con questo intervento, Grillo è tornato dopo un lungo silenzio a occuparsi, in modo fortemente critico, del Movimento che "era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo", ricorda.
I tempi non sembrerebbero però del tutto casuali. Ieri doveva tenersi la prima udienza per la causa civile avviata dal fondatore per la titolarità del nome e del simbolo del M5s, appuntamento poi smentito dal suo avvocato. Passano 24 ore ed ecco che arriva l'affondo: la nascita del Movimento, prosegue Grillo, prendeva le mosse dalla "delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse". Poco dopo la pubblicazione del post, Andrea Stroppa, referende in Italia di Elon Musk, interviene su X in difesa di Grillo: "Casaleggio, con tutti i suoi limiti - spesso tecnologici - ha creato il Movimento cinque stelle, una potente innovazione portata al grande pubblico da Grillo e tradita da disgraziati. Sarebbe giusto che il Movimento tornasse al co-fondatore e che si ripartisse dall'idea originaria".
"Noi - insiste l'ex garante del Movimento - avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo - accusa - sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet". Grillo passa quindi a un'analisi più generica della "crisi del modello occidentale", più "profonda", dice, e che porta i sintomi di "una malattia che la politica preferisce usare anziché curare". Come per esempio con "il disagio legato all'immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione". Spiega quindi che "se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo". E allora il programma "dovrebbe partire da qui, dall'ascolto".
E le domande, ricorda, "riguardano la sicurezza e la salute, l'equità, la partecipazione e l'identità", con una particolare attenzione all'impatto dell'Intelligenza artificiale sulle nostre vite (dal lavoro, alla sanità fino alla sicurezza dei nostri dati personali) e avverte: "Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio". Nel lungo post c'è poi anche un passaggio che lega la "rete" alla democrazia, uno dei cavalli di battaglia del Movimento delle origini: "La rete permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni". E conclude con una nota amara accusando il partito di aver smarrito la rotta: "Ecco, il Movimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere".

