I "forni" di Meloni: abbassa le accise in Cdm, ma è caos Ilva. La legge elettorale fa sudare Tajani

In Cdm si vara lo sconto sui carburanti, meno 17 centesimi su gasolio, ma un decreto impone la chiusura dell'alto forno. Continua il duello tra FdI e Forza Italia sulle intercettazioni e le preferenze. Le confessioni del leader di FI

27 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 19:05
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Roma. Scontare pallido e assorto. Meloni e Giorgetti trovano le risorse per abbassare le accise ma la notizia è che l’Ilva rischia di chiudere, e questa volta davvero, per una sentenza della Corte d’Appello di Milano. Dov’è Urso? Dove si è nascosto? E’ un Cdm senza filtro, come le sigarette, un Cdm convocato d’emergenza dove gira di tutto. Circola l’idea balzana di tassare i tabacchi. Viaggiare o svapare? Il Mef dice: “Non è una proposta nostra. Non scherziamo”, Salvini fa il duro: “Non se ne parla. Sarebbero ulteriori tasse”. Nessuno vuole scendere in conferenza stampa. Si sacrifica Giorgetti preoccupato per il destino dell’acciaieria di Taranto: “La sentenza rischia di stravolgere la fase di cessione”. Per dare il segnale che il governo salva le vacanze si trovano 17 centesimi al litro di sconto, in totale 125 milioni di euro, fino al 6 agosto. Tajani suona il clacson e avvisa Meloni sulla legge elettorale: “Non garantisco il voto dei miei sulle preferenze”. Marina Berlusconi è come lo scrivano di Melville: preferirebbe di no. Mai come oggi si può scrivere che il governo raschia il fondo del barile. Meloni, che di mattina va in visita a Chiomonte, in Val di Susa, la valle della collera, ordina di trovare risorse per riportare il gasolio sotto i due euro, che è ormai la soglia mentale, l’idea che anche un millesimo sopra meriti un’onda di decreti: “Fate presto”. La notizia di tassare le sigarette, data dal Messaggero, fa infuriare gli alleati. Di chi è? Forza Italia e Lega la rovesciano su Meloni perché “adesso che ha smesso di fumare…”. La Ragioneria dello Stato trova cento milioni (dalle multe Antitrust, da fondi strutturali). Serve? Pochi minuti dopo il Cdm si titola già: “Sconto su gasolio, ma niente su benzina” perché come direbbe Bruno Munari, con il titolo del suo libro, per bambini, siamo il paese di “Mai contenti”. Meloni in un video spiega il decreto: “Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile”.  Al Mef si resta scettici perché è vero che il costo del gasolio aumenta ma oscilla di giorno e in giorno e legiferare sull’onda dell’emozione è sempre un errore blu. Giorgetti, il ministro scontare, pallido e assorto, si sta preparando. Tajani, in un video che ricorda la buonanima di Berlusconi, chiede denaro per togliere il bollo auto, per abbassare l’aliquota Irpef del 35 per cento, ma dimentica (se ne accorgono Conte e Patuanelli) che l’aliquota è già stata abbassata. Si sente già sapore di scostamento di bilancio, più che di sale. Chiedono a Giorgetti, in conferenza stampa, di Tajani, delle sue richieste e Giorgetti ricorda che “proprio perché è uno scostamento vanno usati in modo molto intelligente e mirato”. C’è questa notizia che sconvolge: la chiusura per decreto di Ilva, proprio adesso che doveva essere ceduta. Nessuno ha il coraggio di dirlo, ma la verità è che il governo, il Mef si sono convinto che non c’è futuro per quella fabbrica. Dice ancora Giorgetti: “Se ci sono problemi di salute, non cambia se il proprietario è pubblico o privato”. Il Cdm ha la durata di un pieno. Se ne prevede un altro, il 4 agosto, per prorogare ancora gli sconti. Si arriverà con una maggioranza smandrappata. A margine del Cdm, Meloni, Salvini e Tajani parlano dell’emendamento sulle intercettazioni che Forza Italia non vuole e della legge elettorale. Tajani che domani incontra i gruppi per un saluto estivo confessa Meloni: “Non posso garantirti il loro voto sulle preferenze”. Per evitare lo strappo con Forza Italia, l’emendamento sulle intercettazioni (da estendere) sarà dichiarato inammissibile. A Marina Berlusconi non basta e non basta a Stefania Craxi, che è la prima dei suoi leali. Un'ulteriore possibilità, un’altra mediazione, per venire incontro a Tajani è questa: aumentare i collegi, i capilista bloccati. Si spengono i forni dell’Ilva e si accendono i due forni di Forza Italia: la legge elettorale al momento è azima.