La "concessione" di Meloni a Tajani sulle preferenze. Forza Italia si oppone. Il muro di Marina Berlusconi

La premier pronta introdurre l'alternanza di genere 60/40 sulle preferenze, Tajani media con il partito (spaccato). Lite Moratti-Craxi. L'avviso di FdI: "Se gli alleati tradiranno non saremo generosi nella distribuzione dei seggi". 
23 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 07:28
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Meloni chiede la lealtà di Tajani, ma rischia di trovarsi un Tajani senza Forza Italia. Sta esplodendo il partito dei sobri. Si domandano in Forza Italia: chi comanda? Perché dobbiamo cedere a Meloni? Marina Berlusconi sta ricordando che il padre Silvio non ha mai amato le preferenze. Stefania Craxi, capogruppo al Senato, rivendica di aver contribuito ad affossarle alla Camera, ed è pronta a rifarlo, al Senato. Martedì sera c'è stato un litigio durissimo fra Craxi e Letizia Moratti al punto che Tajani ha ordinato ai parlamentari di uscire: "Andate via". Hanno litigato per i dossier economici, per la sanità. Forza Italia torna il lato debole del governo. Tajani convocherà mercoledì prossimo i gruppi per decidere se votare o meno l'emendamento sulle preferenze. Meloni offre l'alternanza di genere, il 60 e 40 per cento e ripete: "Le preferenze sono il solo modo per non farci bocciare la legge dalla Corte". La devozione sta consumando Tajani.
Sapete chi aveva tolto l'alternanza di genere nell'emendamento sulle preferenze, la mediazione raggiunta in maggioranza? E' stata Forza Italia. E' molto di più che un emendamento sulle preferenze. Alfredo Mantovano, e la voce che lo riferisce è degna di fede, sta consigliando: "Andiamo a elezioni presto, subito". Meloni vuole accelerare. Ha chiesto il calendario a La Russa e De Priamo, il presidente della commissione Affari costituzionali. Nel suo disegno, la prossima settimana si esauriscono le audizioni, ben 26, e prima della pausa estiva si fissa il termine degli emendamenti. E' uno schema chiaro che spiega Dario Parrini, senatore del Pd: "Meloni vuole votare la legge a settembre, per licenziarla poi alla Camera a ottobre. E aggiungo, con una norma irragionevole, quel cosiddetto emendamento ruba voti che non tiene conto dei voti totali della coalizione. E' la prima volta che accade. Quando viene fatto notare viene risposto da FdI: 'Tanto ci penserà la Corte'. Si può votare una legge ragionando in questi termini?". La Lega si è rassegnata e dà già per certo che voterà in commissione, al Senato, le preferenze, ma Forza Italia adesso ne fa la battaglia della vita. E' tornata l'antica separazione fra "lottatori" e remissivi". C'è una Forza Italia che chiede a Meloni "se votiamo, che ci dai in cambio? Il fine vita?" e ce n'è un'altra che sposa la linea "prima la coalizione". Dice Stefano Benigni, la mente della legge elettorale per conto di Forza Italia: "Voteremo le preferenze, frutto di mediazione, altrimenti è chiaro: si va al voto". Raccontano che Meloni, la sera del vertice, si sia rivolta a Tajani con i toni del dramma antico: "E' la prova di fiducia che ci serve. E' un percorso stretto ma che dobbiamo oltrepassare". E' un avviso neppure troppo velato ed è un avviso di FdI a FI: "Se la legge salta, non saremo generosi con chi ha tradito quando toccherà distribuire i seggi". Tajani ha promesso fedeltà a Marina e a Meloni deve lealtà, ma di chi è il voto di Tajani? Lo descrivono come delegittimato, assediato a Roma e a Milano. Alessandro Sorte, segretario di FI in Lombardia, dice: "Il sindaco di Milano lo sceglie la Santanchè. Di fronte al ritorno della Santa, che si può fare?". Ma Milano non merita forse un consiglio di Tajani? Ci sono poi gli argomenti. Alla famiglia Berlusconi non piace questa deriva barbara su Bologna, non piace la destra che sta elevando Roggero a totem. Nella chat dei no preferenze, quella chat nata per sabotarla, una chat di circa 20 parlamentari di FI, si scrive: "Non spariamo fesserie su Bologna", "su Roggero diamoci una calmata". La tenacia con cui si stanno battendo Craxi e Zangrillo sulle preferenze sarebbe il solito segnale: "Si muovono su mandato della famiglia". Cosa è Forza Italia, oggi? E' da mesi che sono rimasti a metà tra quello che potevano essere e quello che sono. I nomi per sostituire Tajani sono gli stessi: Cirio, Occhiuto e Zangrillo ma nessuno vuole stringere il pugnale. Solo che ora c'è la prova d'amore che Meloni chiede a Tajani e che finisce per indebolirlo. Quali sono le battaglie di Forza Italia, oggi? Avevano provato a raccogliere qualcosa sulla caccia, ma Lollobrigida si oppone perché lo vive come un torto personale, peggio ancora è andato sui taxi. La legge sul fine vita non è mai stata calendarizzata. In Puglia i consiglieri regionali sono sulle barricate contro D'Attis, il segretario regionale; in Campania altre faide; in Sicilia, Mulè si muove ormai da candidato di coalizione. E' lo strano fato di Forza Italia: avevano un leader che era il sole e ora ne hanno uno che deve fare il satellite di Meloni e ricevere segnali dalla stazione spaziale di Segrate.