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il comune in difficoltà •
Vicinanza ci dice che “il giustizialismo alla Ruotolo si ritorcerà contro il Pd”
Nonostante lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia, determinato dalle infiltrazioni camorristiche, l'ex primo cittadino non si pente dell'esperienza. E accusa il suo vecchio partito, lontano da lui e dal territorio

Foto ANSA
Malgrado tutto Luigi Vicinanza, una carriera da giornalista e una seconda, assai più breve e tormentata, da sindaco di Castellammare di Stabia, assicura che lo rifarebbe. Se l’orologio lo riportasse al 2024 si ricandiderebbe col Pd (cui non è iscritto) alla poltrona che ha dovuto lasciare il 14 luglio, quando il Consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche.
“Stiamo attenti agli equivoci: il mio ‘lo rifarei’ non è un intento di ricandidarmi quando si tornerà a votare. Voglio solo dire che non mi sono pentito, perché in questi due anni ho impresso un cambiamento alla città. Ho amministrato in maniera trasparente, ho preso mazzate ma nessuna mazzetta, neppure un caffè” precisa Vicinanza, cui il cognome non è stato di auspicio. La lontananza del Partito, e di chi nel Partito credeva anche un amico, è ciò che gli è pesato di più: l’europarlamentare Sandro Ruotolo era stato eletto nel Consiglio comunale di Castellammare, ma a gennaio si è dimesso accusando Vicinanza di non avere fatto da argine alla camorra e invitandolo a sua volta a lasciare: “L’impegno di Ruotolo in Consiglio non ha raggiunto le dieci presenze in due anni. Bisognerebbe domandargli perché” ricorda l’ex sindaco “ma certamente la torsione giustizialista che il Pd ha avuto su Castellammare è un errore politico perché sta creando un grave precedente e può ritorcersi su tantissimi altri Comuni governati dal centrosinistra”.
Vicinanza lamenta di non avere ricevuto alcun sostegno dal Partito per la guida di una cittadina (si fa per dire, Castellammare conta 63 mila abitanti) difficile, dove l’amministrazione precedente era già stata sciolta per camorra. “Ho invitato più volte Elly Schlein a venire per rendersi conto di quanto sia faticoso e anche entusiasmante governare qui, ma inutilmente. Ora neppure una telefonata. Non ho letto le motivazioni che hanno indotto il Consiglio dei ministri allo scioglimento, per cui nel merito non mi pronuncio, però una cosa dico a Ruotolo, che ha parlato di civismo criminogeno: quando fui chiamato nel 2024 mi dissero che avrei dovuto fare da federatore di un campo larghissimo per un totale di 14 liste, ciascuna con la sua storia di cui non io, ma i dirigenti locali conoscevano le articolazioni. Non volevano ripetere lo sbaglio del 2018, quando vinse il centrodestra perché il centrosinistra si era presentato al primo turno con tre candidati concorrenti e aveva perso al ballottaggio per un migliaio di voti. La coalizione, allora, contava addirittura 17 liste”. Eppure a Torre Annunziata, dove il Consiglio a giugno è stato sciolto per le stesse ragioni, sono sotto inchiesta per falsi rimborsi due esponenti dem, non di liste civiche. “Capisce allora quanto mi possa indignare il doppiopesismo politico: è evidente che il problema non è il civismo criminogeno agitato da Ruotolo, perché le difficoltà si registrano anche all’interno del Partito”.
Perché il Pd non ha sostenuto Vicinanza? “Ho detto troppi no”. Quali? “Probabilmente immaginavano una giunta diversa da quella che formai, ma dopo quaranta giorni dalla vittoria elettorale non mi davano ancora i nomi a causa di contrasti interni tra le varie componenti. Così formai una giunta del sindaco. E quei contrasti mi sono esplosi sul tavolo”. Ma ci saranno anche ricordi buoni? “Ho impiegato due ore e 53 minuti per illustrarli in Consiglio. Riassumo: il recupero della spiaggia libera attrezzata; l’inaugurazione di tre scuole; di una casa per persone con gravi disabilità; l’attivazione di tre centri con scopi sociali in tre beni confiscati alla camorra; il trasporto scolastico per disabili; le mense dove mangiano millecento bambini per appena 46 euro al mese ciascuno; un sistema di videosorveglianza all’avanguardia con trecento telecamere”.
Due scioglimenti per infiltrazioni camorristiche in cinque anni segnalano un problema molto grave. “Segnalano che l’articolo 143 del testo unico degli enti locali deve essere rivisto. Ne parlai a giugno in un incontro con la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci. Forse si dovrebbe ragionare, più che su uno scioglimento, su una forma di accompagnamento dei sindaci coadiuvati da funzionari del Ministero dell’Interno nel rispetto della sovranità popolare. Spero che il sacrificio di Castellammare possa suscitare un ripensamento nazionale”.