Meloni sul video AI di Vannacci: "Inserita a mia insaputa. Non è il mio modo di intendere il confronto politico"

"Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione. Ma anche la sinistra si dissoci da chi alimenta odio", dice la premier che chiama Futuro nazionale "un altro partito di opposizione"

21 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 15:24
Immagine di Meloni sul video AI di Vannacci: "Inserita a mia insaputa. Non è il mio modo di intendere il confronto politico"

Foto ANSA

"Leggo che alcuni esponenti dell’opposizione mi chiedono di prendere le distanze da un video realizzato con l’intelligenza artificiale, diffuso da un altro partito di opposizione, nel quale sono stata inserita a mia insaputa. Lo faccio senza alcuna esitazione". Così Giorgia Meloni sui social, facendo riferimento al video pubblicato ieri dal generale Roberto Vannacci, che lo vede ritratto come un imperatore romano. Al suo fianco ci sono, appunto, la premier e il presidente del Senato, mentre nell’arena sottostante, legati, ci sono la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, il leader del M5s Giuseppe Conte, l'ex premier Romano Prodi e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: politici di cui Vannacci, incitato dalla folla, chiede l'esecuzione. 
Al Foglio La Russa aveva definito il filmato "improponibile". Oggi è Meloni a prendere parola. "Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico. Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario", scrive la premier, per poi rivoltare il discorso sul centrosinistra. "Mi aspetto la stessa chiarezza da chi oggi mi rivolge questo appello. Mi aspetto che gli stessi esponenti della sinistra trovino il coraggio di prendere le distanze quando un assessore del Partito democratico arriva a evocare i fucili contro gli avversari politici", dice Meloni, facendo riferimento alle parole pronunciate a La Zanzara, su Radio 24,  da Lorenzo Pacini, assessore del Pd al Municipio 1 e candidato sindaco del centrosinistra: "I fascisti li combattiamo alle urne e poi, se servirà, coi fucili". 
"Mi aspetto – prosegue Meloni – la stessa fermezza quando autorevoli rappresentanti istituzionali della sinistra, davanti a vicende ancora al vaglio della magistratura, scelgono di alimentare un clima di contrapposizione che finisce per delegittimare le Forze dell’ordine e offrire il pretesto a chi trasforma le piazze in luoghi di violenza". La premier allude agli scontri che ieri sera hanno coinvolto Bologna, dopo la manifestazione promossa per chiedere verità e giustizia per Abderrahim Fakir, 42enne di origini marocchine morto durante un fermo di polizia. "La condanna delle parole d’odio, di ogni incitamento alla violenza e di ogni forma di intimidazione politica non può valere solo quando è utile alla polemica del momento. Deve valere sempre. Senza eccezioni. Senza doppi standard", dice ancora Meloni. "Considero da sempre la violenza, in qualsiasi forma si manifesti, una dimostrazione di debolezza e di insicurezza. Chi è davvero forte non ha bisogno di ostentarlo. È una convinzione che non cambierò mai. Per questo – conclude – continuerò a respingere ogni forma di odio e di violenza, a difendere il confronto civile e a rispettare il lavoro di chi serve lo Stato, anche quando significa assumersi la responsabilità di esporsi in prima persona. Mi auguro che tutti abbiano lo stesso coraggio".
All'invito della premier è seguito quello analogo del leader di Azione Carlo Calenda. "La risposta di Meloni è arrivata chiara e netta contro la beceraggine di Vannacci", ha scritto su X. "Aspettiamo ora che Schlein dica una parola altrettanto chiara su Bologna".