Chi vince e chi perde con la nuova legge elettorale

Dopo l'approvazione in prima lettura alla Camera si consolida il bipolarismo, mentre si restringe lo spazio per terzi poli ed estremismi esterni alle coalizioni

19 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 07:01
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Foto LaPresse

La nuova legge elettorale approvata in prima lettura dalla Camera ridisegna vincitori e sconfitti. Vince Giorgia Meloni, perché il premio alla coalizione che raggiunge almeno il 42 per cento riduce il rischio di pareggio e rende più probabile una maggioranza stabile. Vince anche Elly Schlein: il centrosinistra dovrà indicare un candidato premier e le primarie potrebbero rafforzarne la leadership. Si consolida il bipolarismo, mentre si restringe lo spazio per terzi poli ed estremismi esterni alle coalizioni. Ne beneficiano anche i moderati interni agli schieramenti e Matteo Renzi, grazie alla norma che consente di conteggiare i voti della migliore lista sotto il 3 per cento. Più incerta la posizione di Vannacci: restare fuori dal centrodestra ne rafforzerebbe il profilo antisistema, ma il premio di coalizione potrebbe spingere Meloni a cercare un accordo. La riforma non decide le elezioni, ma favorisce stabilità e alternanza, riducendo le possibilità di stallo e di larghe coalizioni.
    
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