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l'incontro •
Kyriakou a Repubblica vede i giornalisti: non vendo. E annuncia l'ex ad di Dazn Italia come manager per il digitale
L'editore greco per ora nega tagli all'organico giornalistico (ma annuncia l'assunzione anche di un nuovo Cfo) e smentisce l'ipotesi di una rivendita del quotidiano a Leonardo Del Vecchio. Ma a preoccupare i cronisti è l'intervento dell'ad del gruppo Cartia d'Asero sugli sforzi che ancora non bastano

E' appena terminato a Largo Fochetti a Roma, nella sede del quotidiano la Repubblica, un lungo incontro tra la redazione e il nuovo editore Theodore Kyriakou, accompagnato dall'ad del gruppo Gedi Mirja Cartia d'Asero. La riunione era iniziata intorno alle 17.30. Ad ascoltare l'editore greco, in video collegamento, anche la redazione di Milano. Kyriakou ha ribadito ai giornalisti l'intenzione di garantire continuità al quotidiano, senza improvvidi cambi di indirizzo, editoriale e politico. Anche per questo, ha spiegato, avrebbe scelto come direttore un giornalista interno, Stefano Cappellini.
Dopo i convenevoli sulle tre parole chiave per il futuro, ovvero digitale, multimedialità e multicanalità, l'editore ha cercato di rassicurare i cronisti: eventuali investimenti, compresi possibili investimenti televisivi non ancora confermati, porteranno solo sinergie con i giornalisti di Repubblica, e non ridimensionamenti. Ma soprattutto, senza dirlo esplicitamente, Kyriakou ha lasciato intendere che non è sua intenzione rivendere in breve tempo il giornale. Una smentita implicita alle voci di corridoio che a Rep circolano da giorni senza sosta e che parlano di un interesse di Kyriakou solo per la parte radiofonica e multimediale del gruppo che comprende Radio Capital, Radio Deejay e M2o (sotto l'azienda Elemedia che nel 2025 ha chiuso con un utile di 9,4 milioni di euro) e che potrebbe portare a una rapida rivendita del quotidiano (che invece nel 2025 di milioni ne ha persi 20,8 insieme a La Stampa, ceduta dagli Elkan a Sae, la metà della perdita totale del gruppo) a Leonardo Del Vecchio, che aveva già provato ad acquistarlo prima di prendere il gruppo Qn e il Giornale, ricevendo però il No degli Elkan. Con fare sornione Kyriakou ha però rassicurato i giornalisti.
D'altronde la pasta umana del nuovo editore di Rep la si era capita già qualche mese fa, durante la sua prima visita al quotidiano che fornì un aneddoto gustosissimo e lo descrive bene come una sorta di Cav. in versione sirtaki. Una volta entrato in redazione pare che l'editore abbia subito notato i poster di diversi partiti comunisti, tra cui quello greco, dietro la scrivania di un combattivo giornalista e membro del cdr di Rep. Appena visti, Kyriakou avrebbe sfoderato un sorriso a 32 denti e abbia esclamato: "Also My father was a communist! You are my brother", conquistando il cuore del più battagliero tra i cronisti di largo Fochetti.
Nell'incontro di oggi pomeriggio parlare delle note dolenti, ovvero i conti, è toccato invece all'ad del gruppo Gedi, la manager catanese Mirja Cartia d'Asero. Dall'acquisto del quotidiano sono passati quattro mesi. Alcune cose per risanare il gruppo, dice lei, sono state fatte, altre devono ancora essere fatte. D'altronde il maxi buco da 40 milioni registrato nel 2025 pesa e non poco (la metà, lo dicevamo, deriva proprio da Rep). D'Asero però non ha dato numeri ma ha solo genericamente parlato del fatto che molto si perdeva, qualcosa è stato recuperato, ma ancora altro sarà necessario recuperare. Come? D'asero non lo dice, ma lo lascia capire: con tagli di costi e sprechi. I cronisti sono informati, ma l'organico giornalistico non dovrebbe essere toccato. Almeno così pare.
In compenso, arriveranno nuovi manager: un nuovo Cfo e una manager per il digitale già selezionata: Veronica Diquattro, ex amministratore delegato di Dazn Italia e prima ancora in Google. E d'altronde il nuovo corso internazionale sta già cambiando la natura del quotidiano. Kyriakou non parla una parola d'italiano. Only english. La disgrazia dell'ex direttore Mario Orfeo e del suo eccezionale napoletano. Si mormora addirittura che i colloqui per il nuovo direttore si siano svolti in inglese. Un dettaglio che, malizia vuole, pare sia stato determinante nella scelta come direttore di Cappellini che, a differenza di molti suoi colleghi, ha un english fluently. In ogni caso D'asero ha annunciato che sarà presentato a fine luglio un nuovo piano industriale costruito su tre assi: finanza, investimenti in innovazione, rispetto della linea editoriale. Vedremo.
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A Roma da sempre, anzi dal 1992, a eccezione di una parentesi di due anni a Perugia per studiare giornalismo. Una laurea in Economia. Prima del Foglio, ha scritto per OmniRoma, Agenzia Nova e il Tempo. Tende ad appassionarsi a troppe cose rispetto al tempo che una vita concede
