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Dimissioni, ripensamenti, 5s contro Conte: così il campo largo si è fermato a Foggia
La sindaca, dimissionaria la scorsa settimana, ci ha ripensato (su spinta di Conte e Schlein). Ma ora la maggioranza rischia di andare avanti in modo raffazzonato. L'europarlamentare del M5s Furore contro l'ex premier si dimette da coordinatore locale
20 GIU 26

Il campo largo si è fermato a Foggia. Aggiornate il romanzo di riferimento del centrosinistra. Era “il” modello, sta diventando un incubo. Qui sul Foglio ci eravamo già appassionati alla vicenda (i lettori perdoneranno la provenienza garganica di chi scrive). Ma nelle ultime ore s’è aggiunto un sovrappiù d’interesse che non possiamo ignorare. La scorsa settimana la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo ha rassegnato le proprie dimissioni. Dopo aver tentato un rimpasto della sua giunta, Episcopo aveva preso atto che su un voto importante in Consiglio comunale, come quello sul conto consuntivo 2025, la maggioranza non aveva più i numeri (soprattutto a causa delle assenze nei 5s, ovvero coloro che nel 2023 scelsero la sindaca). “Lascio perché se sei sfiduciata nei numeri, di fatto sei sfiduciata nella funzione. Per me non conta la poltrona o lo status, ma la dignità del lavoro”, aveva allora voluto subito precisare. In realtà già nelle ore precedenti avrebbe voluto fare il passo indietro, ma era stata riportata a più miti consigli dai partiti del campo largo. Tutto invano. Eppure, la novità degli ultimi giorni è che gli stessi consiglieri di maggioranza (una coalizione che in città va dai socialisti di Enzo Maraio a Calenda, passando per gli emilianisti di Con), hanno scritto alla sindaca una lettera per convincerla a ritirare le dimissioni. In realtà, come ha scritto il Corriere del Mezzogiorno, nell’ultima versione della missiva sarebbe stato espunto il seguente riferimento: “Al di là delle diverse sensibilità politiche e delle criticità che possono manifestarsi nel percorso amministrativo, deve prevalere il dovere di garantire stabilità istituzionale”. Che avrebbe, forse, indispettito Episcopo. Fatto sta che ieri la sindaca in un video di sette minuti ha comunicato la volontà di tornare in sella e ritirare le dimissioni: “Ripartiamo insieme, uniti in questa fase di rielaborazione del percorso in modo potenziato, in modo forte, in modo complice e unito per dare a questa città tutto ciò di cui ha bisogno e tutto ciò che merita”.
Dietro la scelta dei consiglieri (e la conseguente decisione della sindaca) ci sarebbe una precisa volontà espressa dai leader nazionali del campo largo (a partire da Giuseppe Conte ed Elly Schlein che, chissà, ne avranno forse discusso anche nel bel mezzo del pranzo light di questa settimana al centro di Roma). Una scelta mirata alla ricomposizione che però non è piaciuta proprio ai Cinque stelle locali. La scorsa settimana l’europarlamentare e coordinatore del M5s in provincia di Foggia Mario Furore aveva usato parole molto dure contro l’amministrazione e la stessa maggioranza. “A me questi proclami alla responsabilità iniziano a fare venire l’orticaria. Se il campo largo, chi lo guida ed il Movimento 5 Stelle locale non hanno il coraggio di resettare tutto a Foggia, senza un mea culpa serio, potrà sì resistere fino alle politiche o alle prossime elezioni comunali, ma con che resa? Davanti ai cittadini che chiedono risultati concreti o alziamo il tiro o è meglio chiedere scusa con evidenti conseguenze, questa è la vera responsabilità che dobbiamo alla città”. Al che adesso che la sindaca ha deciso di restare, Furore ha comunicato a Conte le dimissioni (queste sì senza ripensamenti) da coordinatore locale dei pentastellati.
E dire che in questi anni l’amministrazione non si era fatta mancare niente: anzitutto una gestazione molto lunga dovuta al bilancino da applicare nella ripartizione dei diversi incarichi ai partiti (con scontri anche molto veementi con Pd e M5s). Ma pure alcune accuse di affidamenti diretti a società di familiari di alcuni assessori. Era un laboratorio che voleva mirare a un’applicazione anche in altri lidi. Ora s’è trasformato in una prova di come può andare a finire quando il campo extralargo prova a sporcarsi le mani. Fuggi da Foggia non per Foggia ma per chi l’ha trasformata in modello.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.
