Da solo o nella coalizione? Sondaggi dubbi sul generale Vannacci

Futuro Nazionale avanza nei sondaggi, ma c’è un equivoco statistico. Convertire i numeri in voti non è poi così automatico. Parlano i sondaggisti Buttaroni, Gigliuto e Diamanti

15 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 15:00
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Foto ANSA

Roberto Vannacci avanza nei sondaggi, sgranocchia elettorato dal centrodestra. Dietro il suo successo, però, non c’è solo il suo essere costantemente antisistema. C’è un equivoco statistico. I sondaggisti chiedono a un campione se voterebbe o meno Futuro Nazionale, senza tuttavia specificare se lo voterebbero anche se fosse fuori dalla coalizione di maggioranza. “E’ così, ma non è colpa dei sondaggisti. E’ un limite del contesto.”, ammette al Foglio Carlo Buttaroni, presidente dell’istituto di ricerca Tecnè. “Far parte di una coalizione o starne fuori cambia notevolmente l’atteggiamento degli elettori. Tuttavia, in questo momento non ci sono delle coalizioni con dei perimetri definiti. Non si possono fare tutti i possibili scenari”. La scelta di limitare l’indagine al voto in sé e per sé del partito vannacciano neocostituito deriverebbe dunque da una logica di praticità, dettata dalle ancora poco definite geometrie delle coalizioni. “Non possiamo sapere se Vannacci sarà fuori o dentro la coalizione, come non sappiamo se ci entrerà Azione”, spiega Buttaroni. “E vale anche per il centrosinistra: il leader sarà Schlein o Conte? Si potrebbe creare un’aggregazione di centro?. Ci sono così tanti possibili scenari costruibili da qui alle prossime settimane – continua Buttaroni – che dal punto di vista editoriale sarebbe difficile rimisurarle tutte le volte. Sarebbe un lavoro oneroso e inutile”.
Da Forza Italia c’è chi spinge per lasciarlo fuori, ma le cose si fanno meno nette dentro Fratelli d’Italia e Lega. Fatto sta che se Vannacci preferisse correre in solitaria, i rischi per lui sarebbero molti. In quel caso, infatti, anche un convinto vannacciano voterebbe i partiti di governo, pur di non frammentare il voto e dare una mano alla sinistra. “C’è certamente la possibilità del voto utile”, dice Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, che proprio in un recente sondaggio ha rilevato che il 58 per cento degli elettori di centrodestra vorrebbe Vannacci in coalizione. Ipotesi sostenuta anche dal 61 per cento dei vannacciani. “La decisione di farlo entrare o meno in coalizione può essere determinante. Ed è la stessa legge elettorale, se ci sarà, a spingere ancora di più a votare per uno solo dei due poli, e quindi mettere in difficoltà Vannacci”. Alle urne, e ancora prima sui sondaggi. “Se Futuro Nazionale fosse testato dal campione come elemento di destra fuori dalla coalizione, il livello di consenso raccolto sarebbe probabilmente inferiore”, dice ancora Buttaroni, secondo cui almeno per il momento “è più corretto lasciare alla sensibilità dell’intervistato la collocazione naturale del partito, almeno finché non ci sarà una chiarezza sulle composizioni”.
Del resto, la ‘vannaccexit’ ha messo il centrodestra in una posizione abbastanza inedita. “Tolto il caso de La Destra di Storace, quando si candidò da sola con Daniela Santanchè nel 2008, la coalizione di centrodestra non è solita dividersi, a differenza di quanto accaduto nel centrosinistra. E’ una novità”, ragiona Giovanni Diamanti, fondatore e amministratore di Quorum e YouTrend. Che pur ammettendo l’ipotesi di voto utile a destra, non esclude che l’indipendenza dalla coalizione Meloni-Salvini-Tajani-Lupi possa offrire soddisfazioni al generale ex leghista. “Avrebbe più potenziale di espansione fuori. Dato che alleandosi con l’uno o con l’altro finirebbe per normalizzare del tutto la sua retorica antisistema”. Tuttavia, precisa Diamanti, “ciò non vuol dire che si tradurrebbe per forza in un maggiore voto certo. Ecco perché avrebbe comunque più garanzie dentro, e sarebbe decisivo per la coalizione”. Scenario, quello della maxi-coalizione, a cui Salvini ha timidamente aperto, pur essendo il Carroccio una potenziale vittima perfetta per la “destra vera” vannacciana. I colleghi di maggioranza, invece, “se solo potessero eviterebbero di allearsi con Vannacci. Che sicuramente sposterà molto a destra la coalizione – ipotizza Diamanti – e di conseguenza porterà Forza Italia e la stessa premier Giorgia Meloni a cercare di tutelare gli elettori moderati, per evitare di perderli”. Tra le svariate triangolazioni a disposizione – non dimentichiamoci di cosa sta succedendo al centro dopo l’uscita dal Pd di Pina Picierno – che rilevanza dare ai punti percentuali che il generale continua a incassare? “I sondaggi fotografano la realtà, seguono il trend dell’opinione pubblica e cercano di capire che direzione prende”, sottolinea Gigliuto. Ora Vannacci gongola, ma convertire numeri in voti è affare ben più complesso.