"Io di destra autentica". Il prevedibile show di Vannacci dalla Gruber

Omosessuali, donne e immigrazione. Nello studio di Otto e Mezzo è andato in scena il battibecco che tutti si aspettavano. E lui rilancia spezzoni dell'intervista sui suoi social per lanciare la costituente di Futuro nazionale nel fine settimana (compresa una foto con la moglie, citata dalla conduttrice di La 7)

11 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 10:55
Immagine di "Io di destra autentica". Il prevedibile show di Vannacci dalla Gruber

Foto ANSA

Roberto Vannacci ha scelto il salotto di Lilli Gruber come trampolino. Questo fine settimana Futuro Nazionale terrà la sua assemblea costituente, dove verrà presentato il manifesto del partito. E così il generale si è recato a Otto e Mezzo per lanciarsi: farsi attaccare, per farsi amare. Come da copione, Gruber ha incalzato Vannacci su donne, omosessuali e immigrati, aspettandosi risposte in grado di generare indignazione. E lui ha ampiamente soddisfatto le aspettative. Sull'immigrazione, è noto, la parola d'ordine è "remigrazione" e, alla domanda se i clandestini vadano deportati, ha risposto: "Se con deportazione intendiamo movimentazione coatta al di là della loro volontà, certo". Sui diritti Lgbtq+ ha spiegato che "il frutto di un orientamento sessuale - quindi di un gusto personale - non deve dare luogo a diritti". Sulle donne ha rivendicato la proposta di eliminare le quote rosa: "Le donne valgono per quello che sono, non per il sesso che hanno". E quando la conduttrice gli ha chiesto se fosse un marito fedele - fissa del generale da un po' di tempo a questa parte - lui ha risposto di sì. Non solo
Oggi tra i vari post con i quali il generale ha rilanciato "l'effetto Gruber" sui suoi social c'è anche una foto con la moglie ricondivisa da entrambi.
Poi comunque sempre in tema familiare ha aggiunto che se una figlia gli rivelasse di essere omosessuale "è libera di amare chi vuole, ma non avrà una famiglia, che è un'altra cosa". Discorso analogo su paternità e maternità: "Non sono diritti, al massimo sono un privilegio".
Il problema, per chi sperava di vederlo affondare, è che questo tipo di indignazione produce spesso l'effetto opposto. Vannacci non è nuovo al meccanismo: è già successo col libro, con le polemiche da europarlamentare, con l'uscita dalla Lega. Ogni volta che il mainstream insorge, i suoi consensi crescono. E poi, con le note bacchettate indignate della conduttrice, anche chi non apprezza le sparate del generale si ritrova a provare un sentimento inedito di umana solidarietà.
Nel corso della trasmissione comunque il generale non ha risparmiato attacchi anche a Salvini e Meloni. Sul segretario della Lega ha detto: "Non l'ho usato, semmai lui ha usato me per prendere cinquecentomila voti". Mentre sulla premier è andato più cauto: "Io non sono di estrema destra, ma di destra autentica. Anche Meloni lo è ancora, ma dovrebbe dimostrarlo un po' di più. E' una destra che ha perso la trebisonda". Per questo Vannacci rivendica per sé il ruolo di "sestante che fa il punto nave. I miei (compagni di partito, ndr) - dice - sono i rifiuti degli altri, quello che avanza. A me sta bene, voglio la sporca dozzina. Mi accontento di questo, quelli bravi li lasciamo al Pd e al M5S che almeno avranno la possibilità di salvare l'universo. Con la mia sporca dozzina voglio fare solo gli interessi degli italiani e delle italiane, e ce la faremo". Sulle alleanza però non si sbilancia: "Il centrodestra è così titubante nei miei confronti ed ogni giorno c'è qualcuno che dice che non vuole Vannacci mentre gli andavo bene quando ero vicesegretario della Lega?". E anzi punzecchia Marina Berlusconi: "Spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico". E d'altronde è Forza Italia il partito davvero messo nel mirino da Vannacci: "Molte posizioni che vengono prese in Europa da alcuni partiti di questa coalizione di centrodestra sono le stesse che prende il Pd".