Politica
Mediazioni e divisioni •
Cosa pensano i partiti sull'Ucraina e sul suo ingresso in Ue? Le risoluzioni
Il Pd è favorevole, mentre Conte no e ammette differenze nel campo largo: la convergenza è solo con Avs. Nel centrodestra la Lega pone condizioni, ma la maggioranza arriva alla sintesi. Futuro Nazionale chiede la normalizzazione dei rapporti con la Russia. A incassare il sì della Camera il testo di Lega, FdI e Fi e parte di quello di Azione

Meloni alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo - foto Ansa
Giornata densa in Parlamento. Da questa mattina, intorno alle nove, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si trova alla Camera dei deputati per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Nel pomeriggio andrà in Senato. Sul tavolo, tra i tanti temi c'è anche quello della guerra in Ucraina e del suo ingresso in Europa. Tema sul quale anche tutto il Parlamento, attraverso le diverse risoluzioni presentate dai partiti, dovrà esprimersi con il voto. E, che novità, se il centrodestra ha presentato una risoluzione unità che dà un unico parere sulle diverse questioni, le opposizioni si sono divise. Ma i temi che toccano Kyiv portano a formazioni di alleanze che vanno al di là di campi larghi e coalizioni storiche. La politica estera continua a essere un problema sia destra, con Futuro nazionale di Vannacci che chiede di normalizzare i rapporti coi russi, sia a sinistra, con il Movimento 5 stelle che chiede lo stop a qualsiasi aiuto militare all'Ucraina.
Al momento del voto, dopo cinque ore di discussione, l'Aula della Camera ha approvato solo la risoluzione della maggioranza: i sì sono stati 170, 138 i no e 3 gli astenuti. Approvata anche, in parte, quella di Azione. Il governo aveva posto parere favorevole ad alcuni impegni contenuti nel testo, previa una riformulazione in alcune parti che i deputati del partito di Carlo Calenda hanno accolto: tra questi, ci sono gli impegni anche sull'Ucraina.
Bocciate, invece, tutte le risoluzioni delle altre opposizioni. Il Partito democratico ha votato a favore di tutte quelle presentate dalle altre forze del campo largo. Ma, visto che alla Camera si può votare punto per punto, ha votato in modo contrario al quarto capoverso degli impegni del testi del Movimento 5 stelle che chiedeva lo stop agli aiuti all’Ucraina.
Il testo della maggioranza (e dei futuristi di Vannacci)
Il centrodestra ha presentato una risoluzione unitaria a firma di tutti i partiti: Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Tuttavia, non senza mediazioni. Nei giorni scorsi il testo ha subito diverse modifiche anche su spinta delle richieste della Lega. Riguardo all'Ucraina, scrivono: "Si impegna il governo ad assicurare ogni utile iniziativa volta al raggiungimento di una pace giusta e duratura", a "a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina, con il pieno coinvolgimento del Parlamento in ordine a qualsiasi iniziativa di potenziale grande impatto economico" e ad "adottare iniziative affinché le istituzioni europee assicurino pieno sostegno politico, economico e operativo alle associazioni e organizzazioni impegnate a fronteggiare le conseguenze umanitarie della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina".
Non ci sono diretti riferimenti all'ingresso di Kyiv nell'Ue. E anzi, in merito all'allargamento, si ribadisce la linea già espressa sia dal ministro Antonio Tajani che anche oggi da Giorgia Meloni: prima ci sono i paesi dei Balcani. In più, si legge, "si impegna il governo a informare il Parlamento delle conseguenze economiche di qualsiasi nuovo ingresso". Quest'ultima frase, secondo le ricostruzioni, è stata attribuita a una richiesta della Lega, contraria storicamente all'ingresso dell'Ucraina in Ue. Una prerogativa contenuta anche nella risoluzione dei parlamentari di Futuro nazionale di Roberto Vannacci (ancora in estasi dopo l'ospitata di ieri a Otto e mezzo da Lilly Gruber).
Con la differenza che i futuristi esprimono queste posizioni in chiaro e senza peli sulla lingua (non sono al governo, infatti). Futuro Nazionale ha presentato un testo che vira in direzione diametralmente opposta rispetto alla maggioranza: "Effettuare iniziative diplomatiche che portino ad una pace negoziale, prevedendo, contestualmente, l'immediata sospensione di ulteriori forme di sostegno economico e militare a favore dell'Ucraina", scrivono. E aggiungono: "Si impegna il governo a non sostenere iniziative volte ad accelerare o favorire il processo di adesione dell'Ucraina all'Unione europea". Anzi per loro bisognerebbe lavorare su quello che è il "processo di stabilizzazione e normalizzazione delle relazioni tra l'Europa e la Federazione russa".
Le risoluzioni delle opposizioni. Movimento 5 stelle e Avs lasciano solo il Pd
I testi dei due più grandi partiti delle opposizioni hanno invece creato diverse perplessità per quanto riguarda la "testarda" unità del campo largo. Il Partito democratico ha fatto sapere già da ieri di aver dedicato ampio respiro alla questione Ucraina, soddisfando le richieste e le posizioni dei riformisti (quanto fa l'addio di Pina Picerno...). D'altro canto il Movimento 5 stelle ha sostenuto posizioni opposte. Lo stesso Giuseppe Conte ha spiegato che sono questo tema ci sono differenze: "Sull'Ucraina c'è una diversità di impostazione, di visione e di risoluzione dei problemi col Pd".
Il Pd nelle premesse scrive che "la prospettiva dell'adesione dell'Ucraina all'Unione europea rappresenta una scelta strategica fondamentale per il continente europeo e il concreto avanzamento del percorso di integrazione europea". E impegna il governo ad "adoperarsi, insieme ai partner europei, per garantire la prospettiva dell'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea e promuovere l'apertura dei capitoli negoziali".
Di contro, il Movimento 5 stelle, invece, resta molto freddo sulla prospettiva dell'Ucraina in Ue, e si appella a un processo merit-based, cioè basato sul merito: "Nell'ambito dell'accelerazione per l'adesione dell'Ucraina all'Unione europea", impegna il governo "ad adottare le opportune iniziative in sede europea volte a verificare e garantire il principio merit-based che subordina la membership al rispetto dei criteri di Copenaghen e all'adozione dell'acquis comunitario. E poi, come dulcis in fundo: "Impegnamo il governo a interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine, implementando allo stesso tempo le misure di sostegno umanitario e gli aiuti alla popolazione civile e nel prossimo futuro a sostenere il processo di ricostruzione, nell'interesse del popolo ucraino e della stessa Europa". Posizioni molto più simili a quelle di Alleanza Verdi e sinistra.
È infatti è stato lo stesso Giuseppe Conte a dirlo: "Non ci sono differenze di vedute con Avs". Motivo per cui nel testo di Alleanza verdi e sinistra ci sono le stesse posizioni sull'Ucraina che ha il Movimento 5 stelle. "Si impegna il governo a lavorare attivamente per la fine della guerra in Ucraina", ma anche "a difendere la credibilità di ogni percorso di adesione all'Unione europea quale strumento di consolidamento democratico, cooperazione e pace, nel pieno rispetto dell'articolo 49 del Trattato sull'Unione europea, dei criteri di Copenaghen e del principio del merito individuale", e soprattutto, "garantendo che il processo si svolga in modo rigoroso, trasparente e uniforme rispetto a tutti i paesi candidati, senza deroghe o scorciatoie motivate da esigenze geopolitiche", coinvolgendo anche i Parlamenti nazonali.
I centristi
Difesa a spada tratta, invece, da parte dei partiti più al centro: Italia Viva, Azione e +Europa. "Sostenere con determinazione il percorso di integrazione dell'Ucraina nell'Unione europea, riconoscendone il valore politico e strategico per la sicurezza e la stabilita' del Continente", scrivono i deputati del partito di Matteo Renzi. Stessa linea con quelli Carlo Calenda: "Sostenere con continuità, determinazione e in tempi rapidi il percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, promuovendo riforme strutturali condivise e contrastando in sede di Consiglio europeo iniziative o veti politici che ne ostacolino o rallentino l'avanzamento strategico, riconoscendo tale integrazione come un pilastro fondamentale per la stabilità e la sicurezza democratica dell'intero continente europeo".
Riccardo Magi e Della Vedova, poi, firmano la risoluzione insieme anche va anche questa nella stessa direzione: "Sostenere con determinazione e senza tentennamenti il percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, riconoscendo l'ingresso di Kyiv nell'Unione come un investimento strategico per la sicurezza, la stabilità e l'unità politica del continente europeo; sostenere il processo di allargamento dell'Unione ai Balcani occidentali".


