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Schlein punge Madia (senza mai nominarla): "La pluralità è la nostra forza"
La segretaria dem prova a compattarsi anche con l'ala riformista del suo partito e tende loro una mano. Approfittando della presentazione di un libro su Moro replica ai critici ricordando cos'è il Pd: "Siamo gli orgogliosi eredi di tutte le tradizioni culturali che hanno dato vita a questo partito. Guai all'idea di omologarlo a una sola"
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5 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:55 PM

Elly Schlein - foto Ansa
"Noi continuiamo a credere che la risposta non sia andare verso partiti personali, ma l'ascolto, il dialogo e la condivisione". Elly Schlein tira le fila del partito il giorno dopo l'addio di Marianna Madia. "Dispiace", dice arrivando alla presentazione del libro "Aldo Moro - Le idee, il metodo, l'eredità". La segretaria si presenta in ritardo a causa di un'ospitata a Tagadà, su La7, dove anche lì ha espresso il suo dispiacere per una persona che "non solo conoscevo per il suo ruolo istituzionale ma anche per essere stata la mia prima compagna di banco quando sono arrivata in Parlamento". Prima la compassione, poi la tirata di orecchie.
E la stoccata, sempre velata, arriva dal palco dell'evento al quale stava partecipando. Dopo gli interventi di Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini (relatori della presentazione insieme a lei), Elly Schlein approfitta dell'occasione - la celebrazione di un grande statista democristiano - per sottolineare come la storia del Partito democratico: "Sia una sintesi di culture politiche diverse". Mette i punti sulle "i" per replicare, senza polemiche, a chi dopo l'addio di Madia chiede più ascolto: "L'obiettivo del Pd non era quello di 'musealizzare' le nostre diverse idee culturali. Noi siamo nati plurali e restiamo plurali".
Una pluralità che però, la segretaria lo pretende, non sia il pretesto per una mancata chiarezza: "Parte del mio mandato era questo - ricorda - favorire pluralismo e stare compatti perché ce lo chiede la nostra gente. Continuiamo a essere testardamente unitari sia nel partito che fuori nell'alleanza". Prova a ricalcare l'obiettivo: "La sfida è provare a fare un passo avanti insieme, valorizzando le tradizioni. Guai all'idea di omologarlo a una sola tradizione". Il messaggio, velatissimo, è anche e soprattutto per i diversi riformisti in sala, ospiti della presentazione del libro di Tino Iannuzzi e Alberto Losacco. Ad ascoltarla ci sono Graziano Del Rio, Paola De Micheli, Antonio Nicita. Li avrà convinti?
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