Negli ultimi giorni la Repubblica italiana è scossa da una vicenda di portata cosmica: la grazia presidenziale a una signora condannata ai servizi sociali. Sicché, com’è giusto, la nazione si è fermata a riflettere. E le riflessioni sono state all’altezza. Tre scuole di pensiero, in particolare, si sono formate,
a proposito dell’affaire Nicole Minetti, con la rapidità e la coerenza che sempre contraddistinguono il nostro dibattito pubblico.
La prima è di matrice grillina, ma con ramificazioni nei sottoscala della galassia televisiva: il Quirinale voleva usare la grazia a Minetti come leva per spostare Forza Italia verso sinistra. Ma gli è andata male. E’ un Fatto che abbiamo letto ieri su un quotidiano. Un piano geniale, escogitato probabilmente in una riunione segreta tra Sergio Mattarella, un cardinale e un funzionario dell’Unione europea, durante la quale si sarebbe stabilito che il modo più efficace per riportare il Pd al governo era fare un favore alla donna del bunga bunga. La perfezione del piano risiede nella sua insondabile opacità:
nessuno lo capisce, quindi evidentemente funziona. Sennonché il complotto grillino ha una sua variante interna, e questa variante merita di essere conservata agli atti come documento dell’ingegno umano. Mentre infatti Mattarella ordiva questa trama, non sapeva di avere a che fare con qualcuno assai più mefistofelico di lui: l’igienista dentale, cioè Minetti. Lei, al fine di non dover fare i servizi sociali, aveva, nell’ordine: 1) fatto sparire i genitori di un bambino uruguaiano 2 ) carbonizzato in un incendio gli avvocati che se ne occupavano 3) simulato un’adozione 4) organizzato un intervento chirurgico sul bimbo forse malato forse no – il dettaglio è irrilevante 5) orchestrato tutto col ministro Carlo Nordio in un ranch in Uruguay frequentato da prostitute e da Jeffrey Epstein. Com’è ovvio, ciascuno gestisce il proprio tempo come meglio crede. E per alcune persone i lavori socialmente utili rappresentano un sacrificio intollerabile che vale la galera, l’estradizione dall’Uruguay e un paio di omicidi collaterali.