Candiani (Lega): “Occuparsi ora di legge elettorale è una cosa surreale”

Il deputato del Carroccio: "Con tutti i problemi che ci sono secondo voi mettiamo al centro del dibattito pubblico le nuove regole elettorali?". Il collega di partito Iezzi: "A noi sta bene il Rosatellum ma rispetteremo i patti con gli alleati"

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15 APR 26
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ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nonostante il caos sullo scacchiere internazionale, le accuse di Trump al governo e il conseguente stupore della maggioranza. E poi ancora la crisi economica alle porte, il prezzo dell’energia che sale, può essere che per voi la nuova legge elettorale, di qui alle prossime settimane, diventi una priorità? Al che Stefano Candiani, deputato della Lega, ex sottosegretario all’Interno, fa un espressione che parla da sola. “La legge elettorale? Ma che palle... Ma vi pare che con tutti i problemi che abbiamo adesso ci dobbiamo occupare di legge elettorale! Dai su... Va bene quella che abbiamo”. Eppure all’interno della maggioranza sembrano convinti della necessità di andare avanti. “A me sembra una cosa surreale”, aggiunge l’esponente del Carroccio. Lo scetticismo leghista non è certo una novità. Da subito, da quando cioè s’è iniziato a discutere di nuove regole elettorali, con il disegno di legge presentato dal centrodestra prima ancora del referendum, nella Lega s’erano levate (quantomeno in privato) voci contrarie. Anche perché la posizione del partito è che si potesse benissimo votare con la legge attuale, il Rosatellum. “Non è una questione di adesso, già prima, per noi, la legge elettorale non è mai stata un tema né una priorità. C’è ben altro di cui occuparsi”, spiega ancora Candiani passeggiando per il Transatlantico della Camera. Il senso del ragionamento del leghista è che se una legge non la si è fatta adesso, è difficile pensare che vi si possano spendere energie per incentrare l’azione della maggioranza di qui in avanti. “Ma secondo voi è possibile, nella situazione in cui siamo, monopolizzare il dibattito pubblico con le regole elettorali?”, dice.
Eppure c’è chi nel Carroccio sembra avere un approccio più pragmatico. “La nostra posizione è sempre stata nota: per noi si poteva benissimo andare a votare col Rosatellum, che è riuscito a garantire stabilità e governabilità in questa legislatura”, spiega al Foglio il deputato Igor Iezzi, uno dei relatori di maggioranza del ddl in commissione Affari costituzionali. “Ciò detto, abbiamo fatto un accordo con gli alleati e lo rispetteremo. Da parte nostra non ci saranno sorprese particolari”.
Proprio oggi, in commissione, scade il termine per presentare le richieste di audizione. Queste avranno luogo nelle prossime due settimane. Dopo di che, tra circa tre settimane, dovrebbero essere presentati gli emendamenti delle forze di maggioranza. Anche la Lega avanzerà delle proposte di modifica? “Sì, su alcuni aspetti bisognerà senz’altro intervenire, per esempio sul premio di maggioranza che a detta di molti è troppo alto, visto che con il voto degli italiani all’estero potrebbe superare il 55 per cento dei seggi”, spiega ancora Iezzi. “Su altre questioni come l’eliminazione dei collegi uninominali, sapete qual è la posizione della Lega. Ma è un testo a cui abbiamo lavorato con gli alleati e, lo ripeto, non ci saranno sorprese da parte nostra. E’ un accordo che rispetteremo”. Anche se questo dovesse significare distrarvi da dossier ben più centrali? “Ma guardate che come parlamentari abbiamo ancora la capacità di esaminare più leggi in contemporanea”, scherza allora Iezzi.
Subito dopo la sconfitta al referendum era stato un big della Lega, sotto anonimato, a confessare quanto la nuova legge elettorale non scaldasse i cuori leghisti. La vostra speranza, insomma, è che non si perda troppo tempo su questo dossier? E allora Candiani la mette già in questi termini: “La speranza vale per le previsioni del meteo. Qui invece si tratta di agire, di decidere se nei prossimi mesi la legge elettorale deve diventare il centro del dibattito politico. Ripeto, a me sembra una cosa surreale”.