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Crosetto sulle basi Usa: "Rispettiamo i trattati, non siamo in guerra"
Il ministro nella sua informativa urgente alla Camera: "Il nostro paese ha bisogno di unità, almeno nel settore più difficile che stiamo affrontando", in cui c'è "da difendersi di fronte alla follia che sembra aver preso il mondo"
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7 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:00 PM

Il ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera dei Deputati durante le comunicazioni del Governo sulla crisi in Iran, Roma, 5 Marzo 2026. ANSA/GIUSEPPE LAMI
In oltre 75 anni "nessun governo ha mai disatteso, messo in discussione o solo ventilato di non attuare i trattati tra Italia e Usa. E nessun governo ha mai messo in discussione il loro contenuto o la loro portata". Lo ha detto nell'Aula della Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto, nella informativa urgente sull'uso delle basi militari nel territorio italiano da parte delle forze armate statunitensi, una settimana dopo il diniego opposto sulla richiesta di atterraggio a Sigonella di bombardieri americani diretti nel Golfo. Nell'emiciclo si è registrata una massiccia presenza dei deputati di FdI, mentre sono poco piú di dieci i parlamentari della Lega presenti, così come quelli di Forza Italia.
"È la legge che ci indica la strada su cui agire – ha detto il ministro –. Nessuno di noi si prende meriti se nel rispetto della legge deve dire dei no, non bisogna essere coraggiosi per dire no agli Usa se ci fanno una richiesta che non è possibile accettare. Noi non siamo difesi dal coraggio ma dal rispetto delle istituzioni, della legge, della Costituzione. Perchè quello che ho fatto e che farò io lo avrebbe fatto ciascuno dei ministri che sono stati al mio posto prima di me", ha spiegato.
"Siamo alleati dagli Stati Uniti, legati da un rapporto quasi secolare di amicizia, ma sappiamo far rispettare le nostre leggi e i trattati che ci vincolano", ha puntualizzato il ministro, sottolineando che "l'Italia non è il solo paese occidentale che ha stipulato accordi bilaterali e diretti con gli Stati Uniti che prevedono l'utilizzo di basi militari sul suolo nazionale. Per citarne alcuni, soltanto europei, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Grecia, Polonia e rispettare questi accordi non significa essere coinvolti in una guerra, che, come tutti sanno, nessuno di noi ha voluto, ma rispettare degli impegni entro i confini dettati dalla legge e dalla Costituzione". Crosetto ha quindi ribadito: "Non siamo in guerra con l'Iran o con gli altri stati, noi, e non ci riguarda questo. Siamo parte della Nato, pienamente integrati nelle sue strutture, con capacità e assetti di cui i nostri alleati ci rendono pieno merito e riconoscimento".
"Noi – ha proseguito Crosetto – abbiamo preso le distanze e continuiamo a prendere le distanze da ciò che non condividiamo. Ma io non penso che gli Stati Uniti siano Biden, Trump o Clinton, così come l'Italia non è Meloni, Conte o Draghi, sono due nazioni da sempre alleate. All'interno di questo, ciò che accade nelle basi è fissato da una legge, da ciò che ha deciso il Parlamento", ha proseguito.
Crosetto ha poi rivendicato la continuità nell'utilizzo delle basi militari Usa in Italia, snocciolando i dati sulle basi di Aviano e Sigonella negli ultimi anni. "Nel 2018 ad Aviano ci sono stati 525 atterraggi autorizzati, di cui 43 'hot cargo' (trasporto di armamenti), nel 2019 628 con 52 'hot cargo', nel 2020 528 con 51 carichi speciali, nel 2021 505 con 43, fino ai 609 del 2022", ha spiegato. Numeri ancora più consistenti a Sigonella: "Nel 2019 2.547 atterraggi e transiti, 2.081 nel 2020, 1.954 nel 2021, 2.919 nel 2022". Quanto ai voli a pilotaggio remoto, Crosetto ha sottolineato come "erano 898 nel 2019, 755 nel 2020, 805 nel 2021, 1.293 nel 2022, fino a 338 nel 2025". Dati che, secondo il ministro, dimostrano che non c'è alcuna discontinuità nell'azione dei governi, ma solo il "puntuale adempimento degli obblighi internazionali. Ognuno di noi, man mano che ci avvicendiamo a governare questo paese, ha degli obblighi da rispettare, come quelli dei trattati internazionali, – ha spiegato –. Non esiste un merito per una riduzione di questo tipo di voli, perché noi siamo il semaforo che fa applicare delle regole internazionali, dice sì quando sono possibili e no ma non è possibile. Non ci sono meriti da prendere, ma soltanto un'alleanza e dei patti che una nazione seria rispetta quindi mi pare evidente che il governo italiano abbia sempre onorato gli accordi vigenti, non il governo Meloni, il governo italiano qualunque esso forse nella storia della nostra repubblica", ha detto tra gli applausi.
Secondo il ministro, "il nostro paese ha bisogno di unità, almeno nel settore più difficile che stiamo affrontando", in cui c'è "da difendersi di fronte alla follia che sembra aver preso il mondo, in cui la ricerca di armi sempre più sofisticate, la ricerca della bomba atomica per dirimere le controversie internazionali, la volontà di distruggere altri paesi come l'Iran nei confronti di Israele, sembrano essere all'ordine del giorno", ha concluso.