Rizzetto (FdI): “Landini ha abbandonato la rivolta. Ora un patto con la Cgil”

Il presidente della commissione Lavoro della Camera: "La firma del rinnovo sulla scuola può aprire una nuova fase. Anche il segretario ha capito che il salario minimo non serve. Adesso collaboriamo a un protocollo che tuteli la sicurezza sul lavoro e a nuove regole per i rider"

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4 APR 26
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ANSA/FABIO DI PIETRO

La firma della Cgil al rinnovo del contratto nella scuola è un segnale di indubbia importanza che porta con sé due verità. Anzitutto si è lavorato bene a livello di governo e anche a livello sindacale l’hanno riconosciuto abbandonando l’ostruzionismo ideologico. La seconda è che anche Landini si è accorto che non serve una legge sul salario minimo: la strada da seguire è una buona contrattazione”. A dirlo al Foglio è Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, esponente di Fratelli d’Italia. Uno che spesso ha battagliato con Maurizio Landini nel corso della legislatura. Partiamo proprio dall’esempio della firma raggiunta sulla scuola. “Gli aumenti che si sono verificati sono di gran lunga superiori a un salario minimo fissato a nove euro all’ora. Sono d’accordo, quindi, con la lettura secondo cui la Cgil sta uscendo dall’isolamento”, analizza Rizzetto. E’ un segnale che lascia ben sperare anche per le altre partite in cui sarebbe fondamentale il confronto con le sigle sindacali, a partire dal tema della sicurezza sul lavoro? “Per noi è una priorità assoluta”, ribatte il deputato meloniano. “Sono convinto si possa lavorare a una piattaforma programmatica con il contributo di tutti. Dopo la legge che ho voluto fortemente, sul tema dell’insegnamento della cultura della sicurezza in tutte le scuole, penso che il prossimo passaggio sia quello di utilizzare sempre di più la tecnologia, l’intelligenza artificiale, in aiuto al tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Questa settimana la premier Meloni ha incontrato la ministra del Lavoro Calderone. Sono in cantiere delle misure specifiche in previsione del primo maggio, soprattutto sui rider. Anche dal lavoro passa il rilancio dell’azione di governo da qui ai prossimi mesi? “Entro il mese di aprile andremo a celebrare i principi di delega sui salari, su mandato del Parlamento al governo. E’ indubbio che su questo si debba intervenire, con una sana contrattazione collettiva. In una paese civile non possiamo più sentir parlare di contrattazione pirata o di dumping. Poi sui rider credo che l’obiettivo sia quello di dare una mano alle aziende che operano nel mercato del lavoro su piattaforma, facendo sì che nemmeno un posto di lavoro vada perso. E però al contempo serve che la politica partorisca nuove idee per garantire delle tutele che oggi questi lavoratori non hanno. Poi possiamo mettere in campo altre anche soluzioni che vadano oltre il taglio del cuneo fiscale, i provvedimenti sull’Irpef e i bonus. Con un occhio sempre rivolto alla produttività delle nostre aziende”. Tra Landini, la Cgil e il governo, insomma, s’è aperta una nuova fase? “Io penso che Landini si sia convinto finalmente che al posto della rivolta sociale serva una condivisione rispetto ai temi cruciali e fondamentali per il nostro paese, per le nostre aziende, per i nostri lavoratori”, conclude Rizzetto. “Sono ben consapevole che probabilmente ha fatto questo passaggio mentale e politico e quindi, l’ho detto a più riprese, la porta della commissione Lavoro per quanto mi riguarda non è aperta bensì è spalancata per tutti i sindacati”.