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Tajani esclude il voto anticipato. Prove di dialogo con Marina Berlusconi, tra congressi e Barelli
Il leader di FI oggi va Kyiv. e intanto prova a rilanciare sull'economia. Nei prossimi giorni possibile incontro con la figlia del Cav. in cerca di un compromesso che non porti alla rottura totale nel partito. Dopo Gasparri, il capogruppo alla Camera resiste ma è sempre in bilico. Le frecciate di Occhiuto: "Dovremmo aprire le finestre del partito e fare entrare tanta aria fresca”
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31 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 07:10 AM

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla manifestazione “Le ragioni del Si”, al Palazzetto dello Sport di Fondi (LT), 14 marzo 2026. ANSA/RENATO OLIMPIO
Si divide tra le crisi internazionali e quella in cui è precipitato il suo partito, insieme alla sua leadeship. Oggi Antonio Tajani sarà a Kyiv, poi andrà in Serbia. Ma è chiaro che le manovre partite da Milano la settimana scorsa – il Gasparri “sfiduciato” – al netto degli attestati di fiducia e stima immutata, sono un chiaro messaggio e continuano a produrre strascichi. Ad agitare le acque. Nei prossimi giorni – venerdì potrebbe essere quello giusto – il vicepremier potrebbe incontrare Marina Berlusconi. Per cercare una tregua, un compromesso tra congressi e capigruppo: prove di dialogo.
La minoranza azzurra, sempre più agguerrita, si tiene pronta. Attende un nuovo segnale dalla famiglia Berlusconi per muoversi, questa volta alla Camera, e sfiduciare pure Paolo Barelli, fedelissimo tajaneo. Ci sarebbero una ventina di deputati pronti a dimissionare il presidente dei deputati azzurri, replicando la manovra che ha portato all’avvicendamento Craxi-Gasparri al Senato. Ne servono però almeno un’altra decina, il gruppo ne conta 54. I dissidenti sono convinti che si possano trovare facilmente se Arcore desse davvero il via libera all’operazione. Ma non è affatto detto che sia così semplice, con il rischio di arrivare a una rottura definitiva, o quasi, con Tajani, che già settimana scorsa avrebbe minacciato le dimissioni.
L’altra questione in ballo è quella dei congressi regionali (anche questi poco graditi a Milano), che si dovrebbero tenere tra aprile e maggio, ma che la minoranza azzurra vorrebbe bloccare. “Ma io non la vedo questa minoranza. C’è qualcuno che mette in giro delle voci. La situazione è esasperata da questo modo di fare. Una minoranza è qualcosa che si organizza e viene fuori nei congressi. Non mi pare ci sia stato nulla di tutto ciò in Forza Italia. Tra l’altro quando è stato votato il nuovo statuto, durante l’assemblea, non ci sono state voci critiche, erano tutti d’accordo”, ricorda, pungente, un dirigente di FI. E in effetti quando Tajani annunciò il partito pesante nessuno manifestò il dissenso che tuttavia covava da tempo e in questi ultimi giorni è diventato manifesto.
Il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, spesso evocato come leader alternativo di FI, proprio dalle colonne di questo giornale, è tornato ieri sulla dolorosa sconfitta referendaria, chiedendo una svolta al centrodestra sui giovani e sui diritti. E poco dopo, parlando a Restart, ha rincarato la dose. “Dovremmo aprire le finestre del partito e fare entrare tanta aria fresca”. E ancora: “Dovremmo tentare di cercare di avere qualche voto in più e avere un’attenzione minore al tesseramento, ai congressi”. Così, in questo clima teso, anche una semplice immagine sui social finisce per alimentare gli interrogativi e i retroscena degli stessi parlamentari, restituendo l’immagine di un partito confuso: sulla pagina FB si sceglie una grafica senza Tajani, poi il segretario ricompare, come è accaduto proprio ieri pomeriggio.
Il leader di FI – ma lo ho fatto anche Matteo Salvini – ha chiarito intanto che “nessuno pensa di andare a elezioni anticipate”. Lo ha detto intervenendo ieri, in collegamento, al Forum organizzato da Bruno Vespa a Manduria: “Si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopo voto. Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo occuparci delle questioni soprattutto economiche: far crescere l’economia, la crisi energetica, lavorare per ridurre la pressione fiscale”.
Nella notte Tajani è partito alla volta di Kyiv dove parteciperà alla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha. Poi la tappa in Serbia e il ritorno in Italia. E probabilmente l’incontro con la figlia del Cav. con cui comunque Tajani ha avuto contatti frequenti negli ultimi giorni (ha sentito anche Gianni Letta). La sua leadership è indebolita ma ancora in campo e Tajani, che ha già mostrato tutto il malcontento, proverà in queste ore a ricucire. Anche per evitare di arrivare a una spaccatura totale nel partito, che in fondo non conviene a nessuno in questa fase. Servirebbe quantomeno un piano B e non è detto che la famiglia del Cav. lo abbia già pronto. Fonti azzurre spiegano che Tajani potrebbe mettere sul tavolo anche un rinvio dei congressi regionali. Mentre Barelli resta ancora l’osservato speciale. Si vedrà. Ma certo è difficile immaginare che un cambio di passo possa fermarsi a Stefania Craxi.