Meloni chiama Pizzaballa, Tajani convoca l'ambasciatore israeliano

Il governo esprime vicinanza al Patriarca latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, dopo che questa mattina è stato impedito loro di celebrare la messa della Domenica delle Palme al Santo Sepolcro a Gerusalemme. Domani l'ambasciatore Peled sarà ricevuto alla Farnesina

29 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 18:07
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Italian Premier Giorgia Meloni (R) with Italian minister of Foreign Affairs, Antonio Tajani (L), as she reports to the Lower House on Middle East crisis ahead of European Council, Rome, Italy, 11 March 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

"Il governo italiano esprime vicinanza al cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro". Così la premier Giorgia Meloni dopo quanto accaduto questa mattina a Gerusalemme. Impedire l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, ha aggiunto, rappresenta “un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa”. La premier ha anche contattato telefonicamente Pizzaballa per ribadire il sostegno personale e dell’esecutivo.
Sul piano diplomatico si muove la Farnesina. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato per domani l’ambasciatore israeliano in Italia per chiedere chiarimenti. In un messaggio sui social, Tajani ha definito “inaccettabile” l’accaduto, annunciando di aver dato istruzioni all’ambasciatore italiano in Israele di esprimere “sdegno” alle autorità locali e ribadire la posizione italiana a tutela della libertà di religione.
Dura anche la presa di posizione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che parla di episodio “grave e profondamente preoccupante”, sottolineando come il divieto colpisca “milioni di fedeli nel mondo” e metta in discussione un principio fondamentale. Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che definisce quanto accaduto “inaccettabile e offensivo”, esprimendo sostegno alla posizione “chiara e inequivocabile” del governo.
Dall’altra parte, l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled ha dichiarato: “Avremmo preferito una risposta differente, ma comprendiamo la sensibilità del mondo cristiano”. Peled ha comunque confermato la volontà di un confronto “aperto e sincero” alla Farnesina, sottolineando che “tra amici si possono avere differenze di vedute”.