Politica
un'altra giornata •
Ci mancava la “Giornata della ristorazione”. Il Parlamento e il tempo speso a celebrare
Da Montecitorio fioccano proposte per nuove ricorrenze ufficiali: dalla carbonara al panettone, passando per il body shaming e gli abiti storici. Oltre trenta giornate istituite, altre cinquanta in arrivo

Enrico Robusti, Rane fritte, 2002, olio su tela, 120x100
Pare che il Parlamento abbia una passione per le Giornate nazionali. Per dire: ieri alla Camera era in discussione la proposta di legge 1672 per istituire la “Giornata della ristorazione”: un’ode al convivio, al piatto tipico, alla pizzeria di quartiere. In un paese dove ogni scusa è buona per attovagliarsi, mancava davvero una data ufficiale per ricordarci che la carbonara è cultura e il tiramisù è patrimonio identitario. E così, il terzo sabato di maggio, festeggiamo “la sostenibilità, l’innovazione, la sicurezza, la legalità e l’immagine della filiera”. Intanto, lunedì scorso, a Montecitorio si discuteva di istituire la Giornata nazionale contro il body shaming. Ma in Parlamento se ne discutono molte altre: dalla “prevenzione veterinaria agli “abiti storici” (pare che tuniche, cuffiette e pellande siano in grado di arricchire il “patrimonio spirituale della società”), fino al “panettone italiano”, da festeggiarsi a fine luglio – altroché frutta, verdura e tanta acqua: chissà cosa ne pensano quelli della “Giornata nazionale dell’educazione alimentare”.
Certo, si potrebbe obiettare che le celebrazioni aiutano a sensibilizzare l’opinione pubblica. Ma forse ci sarebbe da sensibilizzare anche il Parlamento: in questa legislatura ne sono state istituite più di trenta e un’altra cinquantina è allo studio, anche se alcune sono in realtà dei doppioni. Mentre il paese affronta problemi strutturali – dal declino demografico alla crisi industriale – il Parlamento sembra più interessato a costruire un gigantesco calendario tematico, una parata di giornate dove ogni causa trova il suo spazio. Ma difficilmente la sua soluzione.




