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Il caso

Berlusconi: "Senza armi, Zelensky tratterebbe. Putin uomo di pace"

Redazione

In un'intervista rilasciata a Bruno Vespa, il Cav. dice che "se l'Occidente promettesse all'Ucraina centinaia di miliardi di dollari per la ricostruzione", Kyiv potrebbe accettare il negoziato. Poi spiega che non si dovrebbe discutere l'appartenenza della Crimea alla Russia e che bisognerebbe indire un nuovo referendum nel Donbass

La strada per una trattativa di pace in Ucraina passa per lo stop all’invio di armi al suo governo. Parola di Silvio Berlusconi. "Solo se a un certo punto l'Ucraina capisse di non poter più contare sulle armi e sugli aiuti e se, invece, l'Occidente promettesse di fornirle centinaia di miliardi di dollari per la ricostruzione delle sue città devastate dalla guerra: in questo caso Zelensky, forse, potrebbe accettare di sedersi al tavolo per una trattativa". Così il Cav. in un'intervista rilasciata a Bruno Vespa per il suo ultimo libro, "La grande tempesta". 

L'obiezione di Vespa a proposito dello stop alle armi è che Putin dovrebbe almeno lasciare le due regioni di Kherson e Zaporizhzhia - occupate e annesse - dopo le altre due del Donbass, Donetsk e Luhansk. Il leader di Forza Italia si è detto d'accordo, pur pensando che non si dovrebbe discutere l'appartenenza alla Federazione Russa della Crimea e indire un nuovo referendum nel Donbass, con la supervisione dell'occidente. Berlsuconi è convinto che Putin sia "un uomo di pace" e confessa di aver provato a chiamarlo due volte dall'inizio della guerra. Non avendo esito, non ha più insistito.
 


Nel botta e risposta ritorna anche la vicenda legata agli audio rubati. Dopo aver raccontato ai suoi deputati delle lettere di auguri, uno di loro gli avrebbe chiesto: "E vi siete fatti anche dei regali?" Il Cav., sorridendo, ha risposto: "Si certo, venti bottiglie di vodka e venti di lambrusco". Ma tutti , dice, avevano capito che scherzava. 

Il nuovo libro di Vespa raccoglierà anche alcune considerazioni sul futuro del nuovo governo, a iniziare dalle capacità della Meloni. "Era logico e naturale che Giorgia Meloni andasse a Palazzo Chigi", spiega il leader azzurro. "D'altra parte avevo già detto più volte che aveva tutti i requisiti per guidare il governo. Ha successo perché rappresenta il nuovo  ed è stata molto brava nelle sue apparizioni televisive".