Tour elettorale

Salvini va Lampedusa e il Viminale trasferisce i migranti. Complotto? No

Ruggiero Montenegro

Il leghista si lamenta degli interventi del ministro degli Interni Lamorgese: "Cercano di nascondere i clandestini ai giornalisti prima del mio arrivo". Ma operazioni di questo tipo vanno avanti da almeno un mese. E l'ex sindaco Martello: " Qui, nessuna emergenza. Come mai da ministro non è mai venuto?"

È lo schema classico: esiste il problema, arriva la strumentalizzazione. Ma oggi c'è un elemento in più, tra poco si vota e i sondaggi non sono così favorevoli. E allora riecco il cliché, ritorna il grande cavallo di battaglia per il tour elettorale che, dopo Bari, vede oggi Matteo Salvini in visita a Lampedusa, uno dei principali porti d'approdo per chi arriva dal nord Africa e dove negli ultimi giorni si sono verificate criticità nell'hotspot deputato alla prima accoglienza: oltre 1.500 persone ospitate a fronte di una capacità di 357 posti.

Solo che ieri, poco prima dell'arrivo del leghista, il Viminale ha provveduto ad alcuni trasferimenti portando via più di 800 persone. Cortocircuito per Salvini: si è lamentato prima perché gli sbarchi sono troppi – sui suoi profili è pieno di post in cui denuncia la presenza di troppi migranti sull'isola, sebbene i turisti dicano di non essersene accorti – e poi si è lamentato un'altra volta, ancora di più, dopo l'intervento.

“Cercano di nascondere i clandestini ai giornalisti prima del mio arrivo”, ha rilanciato su Twitter il capo del Carroccio, che attribuisce evidentemente al ministro degli Interni Luciana Lamorgese capacità quasi magiche, oltre a una sorta di fissazione verso la sua persona. Il ministero ha certamente delle responsabilità nella gestione migratoria - la situazione a Lampedusa è purtroppo nota -  ma spingersi fino a tanto è forse un po' eccessivo. È quello che tuttavia sostiene anche Annalisa Tardino, europarlamentare siciliana della Lega: "Lamorgese, ormai vive con l’ossessione di anticipare le tappe di Salvini e mettere pezze qua e là alla scriteriata gestione di cui è responsabile, che si tratti di criminalità indisturbata o di sbarchi incontrollati di migranti clandestini".

 

Dal ministero fanno sapere di aver altre questioni a cui badare, ma soprattutto che le operazioni delle scorse ore rientrano nell'ordinaria gestione del fenomeno. Ce ne sono state anche prima della tappa salviniana, A inizio luglio – quando l'hotspot di Lampedusa accoglieva circa 1.800 migranti – è stata utilizzata la nave San Marco della Marina militare; la nave Pietro Novelli compie tre viaggi a settimana trasportando circa 500 persone alla volta, mentre sui traghetti di linea in partenza dall'isola è prevista una quota (limitata) destinata proprio al trasporto dei migranti, 30-50 a seconda della disponibilità. Oltre a questo – spiega ancora il ministero – c'è la nave Diciotti e le altre imbarcazioni della Guardia costiera o delle Forze dell'ordine.

 

“L'emergenza non c'è. C'è una questione che riguarda il centro di accoglienza”, dice Totò Martello, ex sindaco di Lampedusa e oggi capogruppo del Pd in consiglio comunale, che parlando con il Foglio inquadra il tema in termini più ampi, individuando uno dei problemi: “La cancellazione delle navi quarantena, che permettevano di trasferire i migranti in 24-48 ore”. Una soluzione che è venuta meno con la fine dello stato d'emergenza e che consentiva una gestione migliore degli sbarchi, limitando il sovraffollamento prolungato dell'hotspot. 

Dall'inizio dell'anno il numero degli arrivi in Italia via mare è effettivamente cresciuto rispetto agli anni scorsi: 42.324 è il dato aggiornato a ieri, a fronte dei 30 mila del 2021 e dei circa 15 mila del 2020, nello stesso periodo. Per avere un' riferimento, al netto delle differenze è utile ricordare che in pochi mesi, dopo l'invasione dell'Ucraina, l'Italia ha accolto oltre centomila persone in fuga dalla guerra. 

Tra le ragioni degli sbarchi in aumento dal nord Africa ci sono le criticità libiche e tunisine, la siccità e la crisi del grano. Ma anche la bella stagione, aggiunge Martello che ricorda pure come, anche quando il totale degli sbarchi fosse inferiore, "a Lampedusa il numero non è mai calato". Anche per questo l'ex sindaco si chiede come mai “da ministro, Salvini non è mai venuto sull'isola?”. Forse perché la campagna elettorale si presta meglio come momento. Ma anche la nuova amministrazione ha influito, con il neo eletto sindaco Filippo Mannino (ex grillino, sostenuto da una lista civica vicina la centrodestra) e soprattutto il suo vice leghista Attilio Lucia, che hanno agevolato la passerella elettorale. 

Tra le altre questioni sollevate dal leader leghista c'è quella relativa ai 450mila euro che Lamorgese ha concesso all'isola di Lampedusa per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dall'hotspot. Anche in questo caso, per il leader del Carroccio, si tratterebbe di un finanziamento a “orologeria”. Tuttavia lo scorso 27 luglio è stato lo stesso Mannino a recarsi a Roma per un incontro con il ministro degli Interni, dopo il quale è stata disposta l’assegnazione delle risorse. Ma quando si parla di immigrazione, a quanto pare, al leader del Carroccio, l'unica cosa che va sempre bene è lamentarsi di tutto. Almeno finché non sarà lui al Viminale. 

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