L'indiscreto

Il Pd di Roma ha i debiti: lunedì pranzo con Gualtieri e Letta da 250 euro a persona

Simone Canettieri

Lunedì l'evento di autofinanziamento all'hotel Ergife con il sindaco e il segretario dem. Così il partito prova a rientrare dal rosso della campagna elettorale per rimpinguare le malandate casse della federazione

Compagni, c’è grossa crisi.  Chiusa la guerra del cinema – l’affaire sulla direzione artistica della Festa ora “demondizzata” cioè senza Antonio Monda  – il Pd brinda e batte cassa. Ci sono da pagare i debiti del partito romano (oltre un milione di euro) e bisogna rientrare anche dalle spese della campagna elettorale pro Gualtieri. E così lunedì il partito della ztl si sposta sull’Aurelia. Appuntamento alle 13.30 per un pranzo di autofinanziamento all’iconico hotel Ergife, sede di tutti i concorsi e gli esami di stato che si rispettino. Per sedere al desco democratico occorrerà sborsare 250 euro a testa. Costa così la sottoscrizione all’evento.

  

Il grande ospite sarà Enrico Letta. Il segretario del Pd, che si tiene alla larga dalle dinamiche romane che poco gli piacciono, si paleserà tra la classe dirigente e  imprenditoriale cittadina. Insieme a lui il sindaco Roberto Gualtieri, il quale nel frattempo dovrebbe essere ritornato negativo dopo un fastidiosissimo Covid che lo costringe a casa dal 19 marzo (domani nuovo tampone). I dem hanno fatto le cose in grande: è prenotata l’intera sala da pranzo dell’Ergife. Una piazza d’armi in grado di ospitare oltre seicento coperti.

 

Si punta dunque al tutto esaurito e al massimo incasso. Il pranzo di lunedì, per palati fini e tasche generose, sarà anche l’occasione per lanciare la campagna di tesseramento del Pd di Roma. Il partito della capitale al momento si trova senza segretario, vista l’incompatibilità del neo deputato Andrea Casu. E dunque, sotto sotto, si inizia a parlare di chi sarà il successore. Parola d’ordine: speriamo che sia femmina. Un modo per entrare in sintonia con il nuovo corso lettiano. E così, fra le tante pretendenti, la più accreditata è Valeria Baglio, attuale capogruppo e consigliere comunale di lungo corso fin dai tempi di Ignazio Marino (pianse quando dovette dimettersi davanti al notaio per far cadere il chirurgo dem) e anima di sinistra, legata all’assessore  regionale Massimiliano Valeriani. A proposito: al pranzo di lunedì non ci sarà Nicola Zingaretti. Il governatore del Lazio è stato invitato, ma si troverà a Verona per il Vinitaly.  Domenica, il giorno prima, ci sarà il battesimo della nuova corrente Demlab in via di Portonaccio (è il super asse Mancini-Gualtieri). Così la nuova classe dirigente  si pesa e prova a riscuotere consensi e dané in attesa delle prossime sfide. Su tutte la candidatura all’Expo e il Giubileo del 2025, anche se il governo prende tempo sul dpcm che dovrà stabilire la governance dell’evento (l’ad di Poste Matteo Del Fante sarà il presidente della società).
 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.