Il paradosso da schiaffi degli utili idioti del putinismo

Claudio Cerasa

Hanno combattuto per anni l’Europa, le democrazie liberali, la società aperta: oggi si chiedono fischiettando perché non facciano di più di quello che stanno facendo. Il  virus (il populismo nazionalista) e i vaccini che servono per difendere le nostre libertà

C’è uno spettro che si aggira per l’Europa. E’ lo spettro non del comunismo ma dell’alternativa al nazionalismo putiniano. Certo. Trovare una ragione per non perdere la fiducia nel futuro quando le bombe colpiscono città europee, quando milioni di bambini sono costretti a scappare dalle loro case, quando paesi invasori sono disposti a non escludere ogni tipo di arma per raggiungere il proprio obiettivo non è semplice e spesso appare come un’operazione spericolata. Eppure, nelle oscenità generate dalla guerra putiniana, c’è un elemento interessante prodotto dalla violenza russa e quell’elemento riguarda un riflesso politico poco analizzato. Legato non allo smascheramento degli utili idioti del putinismo, ma alla difficoltà con cui tutti coloro che nel passato hanno cercato di sposare le tesi putiniane oggi si accorgono di vivere in un dramma nel dramma. E quel dramma è presto spiegato: rendersi conto che tutto ciò contro cui si è combattuto per anni in realtà altro non era che il vero vaccino necessario da mettere in campo per difendere le nostre libertà. 

 

Ecosì, nel mondo del nazionalismo populista, anche in quello più ripulito, capita che i propri alleati diventino i nemici del popolo, paradosso niente male per i populisti amici del popolo, e che i propri nemici diventino gli alleati necessari per difendere il popolo dalle aggressioni dei nemici della libertà. E così si scopre quanto segue. Che sono parte dei vaccini per difendere la libertà le cattivissime democrazie liberali, che hanno scelto di mettere in campo tutte le proprie energie per proteggere l’Europa dall’invasione delle cavallette nazionalista. Che sono parte dei vaccini le cattivissime istituzioni europee, che hanno scelto di mettere in campo tutte le forze necessarie per ferire a colpi di sanzioni l’economia russa. Che sono parte dei vaccini le cattivissime multinazionali, che di fronte alla scelta se stare dalla parte degli affari o stare dalla parte della democrazia hanno scelto la seconda strada. Che sono parte dei vaccini le capacità di accoglienza che hanno i paesi europei, che hanno fatto della solidarietà uno strumento formidabile per proteggere gli ucraini in fuga dalla violenza putiniana. Che sono parte dei vaccini anche le solidarietà tra gli stati, e non è vero come pensava qualcuno che l’unico modo che hanno i singoli paesi del mondo per esercitare la propria sovranità è quella di scappare dalle società aperte per rinchiudersi nella solitudine delle società chiuse. Che sono parte dei vaccini anche le scelte di politica energetica che puntano a rendere un paese meno indipendente dalle turbolenze esterne, e non è vero come pensava qualcuno che l’unico modo per tutelare l’ambiente è bloccare tutto ciò che può creare disagi al panorama (pale eoliche), è fermare tutte le opere che possono infastidire i governatori di regione (Tap), è far estrarre ai paesi vicini il gas che potremmo estrarre dai nostri mari (offshore), è fare della transizione ecologica uno strumento ideologico svincolato dalla tutela del nostro benessere e della nostra libertà. Che sono parte dei vaccini anche le norme che regolano il commercio mondiale, e non è vero che la libertà di un popolo la si misura riparandosi dalla globalizzazione, è vero invece che l’apertura dei mercati può aiutare le democrazie mature a collaborare tra di loro e a portare benessere anche dove prospera la povertà.

 

E ancora. Che sono parte dei vaccini anche le condivisioni dei debiti tra i paesi dell’Unione europea, e non è vero, come sosteneva qualcuno, che cedere un pezzo di sovranità nazionale a favore di un rafforzamento della sovranità europea significa rendere più vulnerabili i propri paesi alle minacce esterne. Che sono parte dei vaccini anche istituzioni multilaterali come la Nato, e a volte persino l’Onu, che hanno ricordato agli smemorati che nei momenti di difficoltà a fare la forza dei singoli paesi non sono le divisioni degli altri ma sono le visioni in comune. Che sono parte dei vaccini anche le spese militari, anche le strategie finalizzate al finanziamento della difesa comune, e l’aggressione della Russia, in fondo, ha permesso a molti smemorati di ricordare che l’articolo 11 della Costituzione, quello citato per le prime cinque parole, “L’Italia ripudia la guerra”, in realtà è composto anche da altre parole, ovverosia che l’Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

 

Gli utili idioti del putinismo non sono solo quelli che hanno scommesso su Putin ma sono anche quelli che hanno puntato le proprie fiches in una partita oscena, spericolata, autolesionista. Sono quelli che hanno spacciato il virus per un vaccino (il populismo nazionalista) e sono quelli che hanno spacciato il vaccino per un veleno (la democrazia liberale). E sono quelli che oggi, fischiettando, si chiedono perché ciò che hanno spacciato per veleno, l’Europa, le democrazie, la globalizzazione, in questo momento non faccia più di quello che sta facendo. Will Smith, dove sei?

  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.