Valerio Perticone, via Wikimedia Commons 

Qurinalia

I passi verso il Colle alla Camera, tra banane e Naomi Campbell

Antonello Capurso

Italia viva nega l'alleanza con il centrodestra; dal gruppo misto qualche ex forzista pensa a Berlusconi; Richetti sogna l'ex top model e punta su Casini; dalla sinistra si spera in una donna, purché non sia di destra

L’ozio peloso. L’onorevole Gennaro Migliore (Italia viva) non esprime preferenze quirinalizie ma chiarisce che Italia Viva non voterà con il centrodestra: “Può ancora accadere di tutto, e si deve sempre tenere d’occhio il transatlantico di Montecitorio: vedi i gruppetti di deputati, vedi i silenzi, vedi l’ozio peloso  al lavoro. Quanto a Italia viva, cercheremo uno schieramento ampio. Ma se si arrivasse a un braccio di ferro tra centrodestra e centrosinistra noi non staremo con la Destra”.

Ingarbugli e paraculi. L’onorevole Michaela Biancofiore (Coraggio Italia) ritiene che l’elezione del presidente della Repubblica sia un “grande ingarbugliamento” e tuttavia si dice pronta a votare Berlusconi, che è “un uomo fortunato e ci conta tanto”: “Quando me ne sono andata da Forza Italia, dopo 28 anni, l’unica cosa che mi ha chiesto è se l’avrei votato al Quirinale. Che cosa triste… Insomma a Berlusconi do il 50 per cento di possibilità, ce la può fare con l’aiuto di Renzi, che è un paraculo. Certo Renzi avrebbe il problema di essere seguito da tutta Italia Viva, perché Rosato o la Boschi sono una cosa, ma Bonifazi è un’altra. Bonifazi è proprio comunista”.

Meglio Naomi Campbell. Il senatore Matteo Richetti (Azione) ritiene molto difficile l’elezione di Silvio Berlusconi, giacché – osserva – non lo voterebbero nel segreto dell’urna “neanche i leghisti più radicali”, e al riguardo spiega: “Berlusconi punta al Quirinale? Se è per questo anche io punto a Naomi Campbell, ma dovrei capire se è una strada percorribile!”.

Un amico al Colle. Il senatore Matteo Richetti (Azione) osserva che “Draghi sta facendo il presidente del Consiglio in maniera talmente autorevole che è auspicabile non solo che termini questa legislatura, ma che prosegua anche nella prossima”. Richetti inoltre sottolinea: “Tra tutti i nomi in campo mi pare che il mio amico Pierferdi sia in grandissima pole position. Invece faccio fatica a immaginare una donna al Quirinale. Marta Cartabia partiva bene ma si è indebolita nei riguardi del Movimento 5 stelle dopo la riforma della giustizia che ha rottamato Bonafede. Forse Anna Finocchiaro… ma Finocchiaro, Bindi, Casellati, sono connotate. Non sono sicuro che i grillini, determinanti, le voterebbero”. 

Volenti e nolenti. La senatrice Elena Fattori (Sinistra italiana) apprezzerebbe molto se si votasse una donna al Quirinale, ma “non Emma Bonino né Elisabetta Casellati”: “Maria Elisabetta Casellati è sempre stata molto carina con me, ma è troppo legata a Berlusconi. Non l’ho mai detto a nessuno e lei non lo sa, ma confesso che quando si è votato per Casellati alla presidenza del Senato, una delle quattro schede bianche era la mia. Insomma non ho mai votato in vita mia per Forza Italia, e quindi non voterò Berlusconi, così come non voterò mai Draghi, che si emoziona solo quando parla di economia, né Casini, l’uomo per tutte le stagioni. Invece Mattarella sì, anche se lui non vuole restare al Quirinale io lo voterei lo stesso”. 

Banane. La senatrice Stefania Craxi, “come tutti in Forza Italia”, vorrebbe Silvio Berlusconi, ma sottolinea: “Se fossimo un paese serio, considerando il ruolo avuto per tanti anni, Berlusconi i voti li potrebbe trovare, ma visto che somigliamo sempre di più alla Repubblica delle banane…”.

(1 – continua)