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Emiliano presenta il suo libro antifascista a Nardò con il sindaco di destra Mellone

Michele De Feudis

Il governatore torna nella città al centro delle polemiche per il sindaco postmissino e presenta un volume su antifascismo e accoglienza. La presidente delle Ucei (invitata) non partecipa e il senatore Dario Stefano (Pd) attacca: “La vicenda Nardò non è chiusa. Aspetto riscontri da Letta”

Dopo le polemiche per l’appoggio al sindaco di destra Pippi Mellone nelle ultime comunali e la contestazione ricevuta dalla Cgil locale (nella visita post assalto alla sede romana), Michele Emiliano aveva programmato un appuntamento che lo doveva riconciliare con la sinistra identitaria, chiudendo ogni querelle, ma nel campo progressista il caso resta aperto. E il senatore dem Dario Stefano ha rinnovato il suo forte dissenso, attendendo (ancora) una risposta del segretario nazionale Enrico Letta alla sua lettera di proteste.

 

Il governatore si è recato a Nardò per presentare la “Guida ai luoghi pugliesi dell’antifascismo e dell’accoglienza di profughi ebrei durante la Seconda guerra mondiale”, pubblicazione che offre un possibile itinerario storico nella memoria dei campi che accolsero ebrei perseguitati fra il 1943 e il 1947. L’iniziativa è stata illustrata con queste parole, al fine di replicare a chi gli rimproverava la “sbandata” nei confronti di un sindaco troppo a destra: “L'identità della Regione Puglia è quella di luogo accogliente, questa affermazione affonda le radici nella nostra storia. Siamo qui - ha dichiarato Emiliano - per presentare la Guida della Memoria, in uno dei luoghi simbolo, Medaglia d'oro al merito civile, dove moltissimi ebrei in Europa si concentrarono dopo essere scappati dai campi di concentramento. Questo non era un comune ricco. Era gente poverissima, ma ciononostante l'amministrazione comunale si organizzò per gestire la permanenza di queste persone. E di questo la Puglia è enormemente orgogliosa". All’evento era stata invitata Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane), ma ha scelto di non esserci. Ha partecipato, invece, il sindaco Mellone, che ha chiarito la sua posizione sulle diatribe storiche. Ecco il suo mantra, che in parte richiama le tesi di Fiuggi di Alleanza Nazionale: “Sono contro ogni forma di violenza, contro ogni forma di dittatura che sia essa fascismo, comunismo, nazismo, contro qualsiasi forma di totalitarismo. Credo nella democrazia e in quella meravigliosa Carta che i nostri padri costituenti hanno redatto più di 70 anni fa e che è valida ancora oggi”. Il primo cittadino ha poi aggiunto un riferimento biografico: “Sono nato nel 1984 e provengo da una famiglia in cui a tavola si è sempre discusso di politica tra convincimenti differenti, mia madre socialista mio padre missino in un confronto e contaminazione reciproca". Emiliano ha chiosato: “Se l'antifascismo diventa solo un'operazione per dividere i buoni dai cattivi non serve a nulla. Deve essere invece uno strumento che unisce l’umanità”.

 

In realtà l’antifascismo emilianista rimane divisivo nella comunità del centrosinistra pugliese. Dario Stefano, senatore Pd, in agosto si era autosospeso dal partito per l’appoggio del governatore a Mellone, e ora non ci sta. La visita di Emiliano nei luoghi della memoria antifascista di Nardò fa superare tutte le polemiche? “Per me - ha spiegato al Foglio il parlamentare salentino - non si chiude nulla. Prosegue invece una vicenda che non può essere affrontata con argomenti machiavellici o di goliardia”. “Il governatore è libero di assumere posizioni diverse ma - ha argomentato il politico di Scorrano - mi sembra che la mancata partecipazione di illustri invitati, come la presidente Di Segni, mostri l’entità della diatriba”. La conclusione di Stefano: “Il nocciolo della questione resta nella proiezione che vogliamo dare ai gesti che assumiamo. Quella di Emiliano a Nardò mi sembra la prosecuzione di un film sbagliato. Risposte dal segretario Letta alla mia lettera estiva? Per ora nessun riscontro, ma aspetto ancora…”.

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