Dimissioni o ripetizioni?

"Non sono fascisti ma asini. Durigon torni alla lavagna". Parla la storica Mirella Serri

"È l'idea del fascismo al ragù. Sia destra sia sinistra trattano un argomento tanto complesso con faciloneria"

Carmelo Caruso

"Il fascismo è ormai usato come manganello da una parte e dall'altra. Una destra ignorante, che ignora, e una sinistra che vuole cancellare il passato. Parlano di qualcosa di complesso e che neppure conoscono". Intervista all'autrice del libro "I redenti" e "Claretta, l'hitleriana"

Gli stanno chiedendo le dimissioni da sottosegretario ma nessuno gli ha finora domandato: “Ma che diavolo di scuole hai fatto? Ma che libri di storia hai letto? Ma lo sai chi era Arnaldo Mussolini? Conosci quanto fosse corrotto?”. Se sul serio Pd e M5s vogliono cacciare dal governo Claudio Durigon non dovrebbero farlo in nome dell’antifascismo ma in nome di Renzo De Felice, in memoria di tutti gli storici e gli accademici che non meritano di vedere i loro testi calpestati e le loro indagini sputacchiate.

 

C’è infatti una destra che continua a raccontare il fascismo come lo raccontava il nonno svitato e una sinistra che la prende sul serio e non la spernacchia per provata asineria. Dice Mirella Serri, docente dell’università La Sapienza, autrice del libro capolavoro “I redenti”, che a “una destra ignorante, che ignora, si è spesso contrapposta una sinistra che chiede la cancellazione di statue e monumenti. Un argomento serio come il fascismo è stato ridotto a manganello politico”.

 

Ogni quindici giorni appare un deputato di destra, un presidente di regione, un sindaco, che starnazza frasi come “il fascismo ha fatto cose buone”. Chi lo dice non è un fascista. E’ peggio. E’ un furbo, un piccolo malandrino. Ricorda, sempre la professoressa, che prima di Durigon è toccato a Nino Spirlì, il governatore (leghista) della Calabria dire “il fascismo fino alle leggi razziali …”. Qual è il guaio? Che vengono indicati come nuovi fascisti e mai inseguiti dai loro vecchi insegnanti di storia. Aggiunge Mirella Serri: “Mi sorprende come nessuno abbia ricordato la vera natura di Arnaldo Mussolini. Era un tangentaro. Aveva preso parte allo scandalo della Sinclair Oil, scandalo denunciato da Giacomo Matteotti. Quando Matteotti venne rapito, il fratello di Mussolini era a conoscenza del rapimento che culminerà nel delitto”.

 

Durigon è ancora dell’opinione che sia un fascista buono? E’ sicuro che merita il nome del parco comunale di Latina al posto di Falcone e Borsellino? Al Pd sarebbe bastato ricordare che una delle ultime mascherine indossate da Matteo Salvini era “griffata” Borsellino. Chi mente tra i due? Si può insomma chiedere a Mario Draghi di sostituire questo sottosegretario all’Economia, ma si dovrebbe continuare a lavorare su questa idea di fascismo al ragù, ricordare “l’Uscita di sicurezza” di Ignazio Silone, la complessità di quegli anni. L’ultimo libro della Serri è “Claretta l’hitleriana” (Longanesi) e smonta un’altra fantasia. Dice la storica: “E’ quella della donna perdutamente innamorata del suo uomo. Ingenua. Non è così. A cominciare dalla sua famiglia che aveva rapporti con il malaffare e successivamente con i tedeschi. Ciò non significa che andava giustiziata ma solo precisare che il regime fascista è stato un regime pervasivo che ha coinvolto tutti. Non si può trattare con questa faciloneria”.

 

Non si risolve chiedendo “l’incriminazione” di Durigon, telefonando e intervistando i partigiani. Anche nel M5s, ricorda sempre Mirella Serri, “si è guardato al fascismo come un regime privo di corruzione. Nient’altro che un falso storico”. Le dimissioni dunque? Meglio la “redenzione”. Rimandarli tutti a scuola, sui banchi a rotelle della ex ministra Lucia Azzolina. La professoressa dice che è una buona idea. Le vere dimissioni sono il grembiule. 

  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.