Il retroscena

Il Nazareno di Via Condotti: il patto tra la Forza Italia di Letta e il Pd di Gualtieri

Per tanti grandi elettori azzurri Michetti non è adeguato e così stanno virando sull'ex ministro dell'economia. Il ruolo di Bettini

Simone Canettieri

Nella lista civica a sostegno del candidato dem a Roma c'è il mondo moderato vicino al braccio destro di Berlusconi. A partire da Battistoni

Lo chiamano il “Nazareno di via Condotti”. Un pezzo di grandi e storici (ex) elettori di Forza Italia – tendenza generone romano, ma non solo – che si sta spostando su Roberto Gualtieri, il candidato del Pd, anziché sostenere Enrico Michetti, il tribuno (“meravijoso”) del centrodestra, o Carlo Calenda.

Tutto parte dalla lista civica orchestrata da Alessandro Onorato, giovane vecchio della politica capitolina con curriculum che tocca Veltroni, Rutelli, fino ad Alfio Marchini.

La scintilla è stata la candidatura di Gianni Battistoni, 82 anni, patron di una delle più famose boutique di Roma nonché storico presidente dell’associazione dei commercianti della via dell’alta moda.

Battistoni è un amico fraterno di Gianni Letta, presenza immancabile a tutti gli eventi dell’associazione: dal lancio del celebre calendario da collezione (si svolge a dicembre con i mejo frittini espressi della città) fino “al premio via Condotti”, dal 1977 conferito ogni anno “a chi non romano, ama Roma e ne è riamato”.  Un mondo, un grande salotto, un’eterna fotogallery su Dagospia.

 

Difficile sapere se Gianni Letta nel segreto dell’urna voterà o meno il suo amico e socio da mezzo secolo, come lui, del Circolo Canottieri Roma (di cui è stato anche presidente per due mandati). Ma di sicuro ci sono consuetudini e rapporti che uniscono questo elettorato di Forza Italia, abituato a stare sempre nel nome della moderazione con chi potrebbe vincere, al Pd. Lo sa bene anche Goffredo Bettini, il gianniletta di Veltroni, Zingaretti e Conte oltre che in ottimi rapporti proprio con il braccio destro romano del Cav. Il Nazareno di via Condotti, ma anche dell’Auditorium. La spia di un malessere che pervade ampi strati azzurri all’idea di salire sulla biga di Michetti così “unfit”, come si sfogano in questi giorni. 

E allora ecco i pontieri, come Raffaele Ranucci, ex senatore Pd e già capo delegazione dell’Italia a Usa ’94 (è colui che consolava in tutte le foto i nostri eroi, Baresi e Baggio, dopo la finale persa ai rigori contro il Brasile). Si muovono pezzi moderati, tendenza Letta, verso l’ex ministro dell’Economia. 

La capolista della civica – dove si presenta Battistoni – sarà Monica Lucarelli, già a vertici dei giovani romani di Confindustria. E ancora: Giulio Anticoli, presidente delle botteghe storiche di Roma e titolare di un negozio d’abbigliamento in viale Somalia, triangolo Trieste–Salario–Africano, dove negli anni ruggenti Forza Italia arrivava  a percentuali che viste oggi sono un vago ricordo zuppo di nostalgia.

E le sorprese di questo Nazareno bonsai potrebbero non finire qui.

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.