Politica
Editoriali •
Conte fa una mossa alla Berlusconi
Responsabilità e convenienza politica. Il sì a Draghi come quello a Monti

Il governo Draghi nasce in una situazione di crisi del paese come nel caso dell’ultimo governo tecnico, quello di Mario Monti, ma con obiettivi diversi. Se lo scopo del professore era mettere rapidamente i conti a posto a colpi di tasse (tante), tagli della spesa (pochi) e riforme di austerità (sempre sia lodata la Fornero), quello dell’ex presidente della Bce ha lo scopo opposto di spendere bene i tanti fondi ordinari nazionali e quelli straordinari europei per rilanciare l’economia (le lacrime e il sangue le ha imposte il virus).
C’è però un elemento in comune nella genesi. Entrambi gli esecutivi nascono, in un certo modo, in maniera ostile rispetto ai premier che tentano di andare avanti con maggioranze fragili, litigiose e attraverso la conversione di qualche “responsabile”. Non si riesce a governare una crisi drammatica, come quella del debito del 2011 o il Covid del 2020, in questo modo. Sia Berlusconi sia Conte non avevano la forza di tenere in piedi il governo e di affrontare i problemi cruciali del paese, ma entrambi avevano il potere di far fallire il governo di chi avrebbe preso il loro posto. Il governo Monti non sarebbe mai potuto nascere senza la volontà del Cav. Nonostante le narrazioni politiche successive sul “golpe” subìto, Berlusconi con i voti del Pdl, che era il partito di maggioranza relativa, ha consentito con grande senso di responsabilità una transizione ordinata in un momento drammatico. Allo stesso modo Giuseppe Conte, sul cui nome il M5s aveva avviato una battaglia identitaria in opposizione a qualsiasi altra ipotesi, ha dato il via libera al governo Draghi. Non c’erano più le condizioni di un ritorno al Conte ter, intestardirsi su questo schema politico sarebbe stato controproducente per la sua immagine e dannoso per il paese. Eppure Conte avrebbe potuto farlo, anche restando in silenzio. Invece ha scelto responsabilmente, e convenientemente, di fare la cosa giusta. Proprio come fece Berlusconi nel 2011.



