Davide Serra dice che “è da folli fare un governo con i parassiti”

David Allegranti

Il fondatore di Algebris, vicino a Renzi, contro l’intesa fra Pd e Cinque stelle: “Mai un governo con i populisti che mentono”

Roma. Davide Serra, fondatore e amministratore delegato di Algebris, vicinissimo a Matteo Renzi, dice no al governo giallorosso. Nel mondo renziano le crepe insomma non mancano (anche Giuliano da Empoli è perplesso, mentre Oscar Farinetti ieri, sempre sul Foglio, ha dato la sua benedizione). “Meglio le elezioni”, dice Serra, uno dei finanziatori delle Leopolde renziane.

 

E’ giusto per il Pd fare un governo con i populisti?

“Penso non si debba mai fare un governo con i populisti perché per definizione mentono. Usano la parola popolo per aumentare disoccupazione e distruggere crescita e fiducia e finanziano tutto solo con debito. Il loro unico obiettivo è ciulare uno stipendio che nessuno gli darebbe nel settore privato. Nessuno dei Cinque stelle prenderà mai più uno stipendio come quello da politico il giorno in cui se ne torneranno a casa. E fidarsi di Di Maio, che ha dimostrato di essere un bugiardo seriale sulle varie crisi aziendali, è da folli. Lo stesso vale per la Casaleggio Associati. Alle prossime elezioni il M5s sarà al dieci per cento e il fatturato della Casaleggio Associati scenderà come i voti comprati con i soldi di chi lavora, si spacca la schiena e paga le tasse!”.

 

Quindi quello fra Pd e Cinque stelle sarebbe un governo statalista? Con molte tasse?

“Il M5s rappresenta il concetto di parassita. Vive solo sulle spalle altrui. Non creano nulla. Non costruiscono nulla. Prendono salari da chi paga le tasse e dicono no a tutto perché sono incapaci di fare qualsiasi cosa. Parassiti. Spero solo non si faccia perché io non lo farei mai un governo con il M5s”.

 

Quindi non la spaventa un eventuale voto anticipato? Si dice: se si vota adesso vince Salvini.

“No. Tutta la vita il voto anticipato. E la manovra per coprire il buco ha un nome e un cognome: i populisti Conte, Di Maio, Salvini con M5s e Lega uguale €23 miliardi di buco!”.

 

E di Giuseppe Conte che ne pensa?

“Conte è come Don Abbondio. Farebbe tutto e il contrario di tutto pur di avere un ruolo così prestigioso. Anche lui è un avvocaticchio di terza serie. Utile per il sistema Casaleggio. Conte è il nulla più totale”.

 

Ma perché Renzi appoggia questo possibile esecutivo? E’ un errore strategico o pensa di poter romanizzare i barbari?

“Lo chieda a lui, non a me. Io penso che Renzi sia il migliore in Italia. E i numeri lo dimostrano in maniera ovvia. Dai posti di lavoro al pil, alla fiducia di imprese e consumatori. Ma ognuno parla e pensa per sé. Il bello della democrazia è la libertà”.

  • David Allegranti
  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.