Eccellenze grilline

I luminari a cinque stelle mostrano la pericolosità della futura pattuglia europea di Di Maio. Due casi
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1 APR 19
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Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Roma. Certo, ci sono quelli pronti a lanciarsi nella loro personale crociata contro “troika e perestroika”, come Matilde Montaudo, e quelli che, come Francesco Lo Giudice, sono convinti di avere fotografato degli ufo nel cielo di Pisa; ci sono i trombati impenitenti à la Dino Giarrusso, che anche stavolta ci riprovano, e quelli sempre pronti a denunciare lo scandalo dei chip sottopelle, vedi alla voce Paolo Bernini. Certo. Poi, però, ci sono quelli bravi, i “tantissimi i profili d’eccellenza” celebrati sul Sacro Blog sulla base di prodigiose statistiche: “oltre il 70 per cento dei candidati” per le elezioni europee “possiede una laurea, uno su sei il dottorato di ricerca e più di 1400 candidati vantano una conoscenza avanzata della lingua inglese scritta e parlata”. E in effetti, qui sta il problema. Perché, molto più degli anonimi militanti in cerca del loro quarto d’ora di visibilità, molto più degli sfaccendati che sperano nel colpo di fortuna, a risultare preoccupanti sono proprio i profili più illustri, i componenti di questa “moltitudine di professionisti provenienti dai più svariati ambiti” per i quali la sprovvedutezza non funge neppure da alibi.
Tiziana Alterio (foto a destra), ad esempio, risulta tra i dieci candidati più votati in Lazio, e molta della sua popolarità tra gli attivisti di Roma e dintorni la deve ai numerosi incontri che, con uno zelo che ai più ingenui era parso mosso da mere ragioni divulgative, ha fatto negli scorsi per presentare il suo ultimo libro. Quello scritto con Elio Lannutti, il senatore grillino autore del tweet antisemita sui “savi di Sion” e Franco Fracassi, giornalista complottista di cui la Alterio si dice “grande estimatrice”, condividendone evidentemente tutte le tesi cospirazioniste: dall’attentato dell’11 settembre organizzato dalla Cia e dal Mossad, al patto segreto tra Cosa Nostra, ‘ndrangheta, Nato e al Qaeda che starebbe alla base della mancanza di attentati terroristici di matrice islamica in Italia. La Alterio, giornalista napoletana con trascorsi in Rai e Mediaset, ha infine trovato la notorietà nella cerchia assai vasta dei complottisti del web scrivendo libri sulla “Guerra silenziosa” – quella che la Germania, “che ha perso due conflitti mondiali, sta vincendo con la potente arma dell’euro” e con la complicità dell’“oligarchia dei burocrati di Bruxelles guidati da potenti lobby delle multinazionali” – e sul “Colpo di stato” perpetrato ai danni della Grecia: “Finanza, multinazionali e tecnocrati di Bruxelles vanno a braccetto, appoggiandosi l’un l'altro, poiché l’uno non può vivere e guadagnare senza l'altro. Sarà l'Italia il prossimo obiettivo del Sistema?”, si domandavano la Alterio e Fracassi nel settembre del 2018, a Palazzo Madama, elogiati dallo stato maggiore del M5s mobilitatosi per la presentazione del volume: dall’attuale presidente dell’Antimafia Nicola Morra a quello in pectore della commissione d’inchiesta sulle banche Gianluigi Paragone, dal presidente della commissione Bilancio Daniele Pesco al questore Laura Bottici, ora in prima linea nella lotta sulla proprietà dell’oro della Banca d’Italia insieme al leghista Alberto Bganai, pure lui tra i cantori delle fatiche saggistiche di Alterio e Fracassi. L’ultimo libro, quello sul “disastroso processo delle privatizzazioni” in Italia e non solo, è stato invece presentato, sempre al Senato, lo scorso gennaio, in un convegno durante il quale la Alterio, tra un riferimento al panfilo Britannia e uno al furto della sovranità monetaria, è sembrata già anticipare la sua idea di riforma della politica comunitaria dell’Italia: “Serve una alleanza – ha sentenziato – tra pesi del sud Europa, per un nuovo umanesimo mediterraneo” da contrapporre alla alleanza tra Francia e Germania.