Il M5s liquida Toti

Valerio Valentini

Roma. L’indiscrezione, al ministero dei Trasporti, s’è fatta notizia. “No, al 90 per cento non sarà lui”. Non sarà Giovanni Toti, cioè, il commissario per la ricostruzione di Genova. Una decisione impensabile, fino a qualche giorno fa, maturata in seguito alla sempre più aspra polemica tra il governatore ligure, insofferente alla propaganda inconcludente di Danilo Toninelli, e il governo grilloleghista. E così, ieri, lo stato maggiore del M5s ha emesso la sua sentenza. “Certo, anche Toti c’ha messo del suo”, allargano le braccia gli uomini più vicini a Matteo Salvini, che pure nutrono, ancora, la speranza di potere ricucire lo strappo: “La prassi – dicono – è quella di dare le responsabilità al presidente della regione, anche perché sarebbe negli uffici della regione che un eventuale altro commissario dovrebbe insediarsi. E del resto, Toti è già commissario per l’emergenza”.

 

E allora la soluzione potrebbe stare nel temporeggiamento. Di Maio e Toninelli hanno fretta, vogliono indicare il nome del nuovo plenipotenziario alla ricostruzione già nel decreto che verrà approvato venerdì: e il nome dovrebbe essere quello del sindaco di Genova, Marco Bucci. “C’è bisogno di concordia istituzionale: e lavorare con Toti ora è difficile”, dicono i grillini. Ma nel Carroccio provano a prendere tempo, già temendo, peraltro, che la scelta di Bucci sia solo un viatico all’arrivo nel capoluogo ligure di una figura di diretta emanazione grillina. L’idea, perciò, è quella di rimandare la nomina del commissario a un successivo decreto del presidente del consiglio dei ministri, da stilare “solo dopo aver coinvolto gli enti locali”. E Toti? Pare prenderla con sportività, lui. Dice che “il commissario per la ricostruzione, senza una legge che ne definisca i poteri, rimane una figura mitologica come l’ippogrifo”. E gli ippogrifi non ricostruiscono i ponti: semmai accompagnano i folli a ritrovare il senno perduto.

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