Mattarella sfida il partito del voto con un governo neutrale

Redazione

Tutto come previsto, Sergio Mattarella entra in campo e sfida il partito del voto con il suo “governo neutrale”. Dopo il terzo giro di consultazioni, preso atto che i partiti non hanno alcuna intenzione di formare una maggioranza politica, il presidente della Repubblica propone la sua soluzione: un esecutivo neutro, “elettorale”, che resti in carica fino a dicembre e porti il paese alle elezioni nel 2019.

 

In realtà lo scenario illustrato da Mattarella è più complesso. Il Capo dello Stato, infatti, parlando ai giornalisti dopo aver incontrato il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, illustra due diversi scenari possibili (il testo integrale della dichiarazione). Per il presidente è “doveroso dar vita a un nuovo governo. Non si può attendere oltre”. Detto questo, prosegue, “non vi è alcuna possibilità di formare un governo sorretto da una maggioranza nata da un accordo politico. Fin dall'inizio delle consultazioni ho esclusa la possibilità che si possa dar vita a un governo di minoranza che condurrebbe alle elezioni. Ritengo che in queste condizioni sia più rispettoso della logica democratica che a portare alle elezioni sia un governo non di parte”.

 

Tutto, ovviamente, dipende dalle intenzioni dei partiti e dal loro “senso di responsabilità”. È chiaro infatti che Paolo Gentiloni non potrà guidare questa fase visto che il suo esecutivo “ha esaurito la sua funzione e non può in alcun modo essere prorogato in quanto espresso nel Parlamento precedente, da una maggioranza che non c'è più”. Ma è altrettanto chiaro che un “governo neutro” potrebbe non ottenere la fiducia di Camera e Senato.

 

“Continuo ad auspicare un governo con pienezza di funzioni, che possa amministrare il nostro Paese, che metta in condizione il Parlamento di svolgere appieno la sua attività e che abbia titolo pieno a rappresentare l'Italia nelle importanti decisioni da prendere in Europa - spiega Mattarella -. Può essere utile che le forze politiche si prendano altro tempo per approfondire il confronto fra di esse e per far maturare, se possibile, un'intesa politica per formare una maggioranza. Ma nel frattempo, in mancanza di accordi, i partiti consentano, attraverso il voto di fiducia, che nasca un governo neutrale, di servizio. Laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare, questo governo si dimetterebbe per far posto a un governo politico. Laddove invece non si raggiungesse alcuna intesa, quel governo neutrale dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre, approvata la manovra finanziaria, per andare subito dopo a nuove elezioni. Un governo di garanzia. Appunto per questo chiederò ai suoi componenti l'impegno a non candidarsi alle elezioni”.

 

 

Resta comunque in piedi anche la possibilità, alternativa, di un ritorno immediato alle urne.  “L'altra ipotesi - aggiunge il presidente - è quella di indire nuove elezioni subito, appena possibile. Non ci sono i tempi per votare entro giugno. Sarebbe possibile svolgerle in piena estate ma finora si è sempre evitato di farlo perché questo renderebbe difficile l'esercizio del voto agli elettori. Si potrebbe quindi fissarle per l'inizio dell'autunno. Rispetto a questa ipotesi a me compete di avanzare alcune preoccupazioni: che non vi sia, dopo il voto, il tempo di elaborare e approvare la manovra finanziaria e il bilancio dello Stato. Con il conseguente e inevitabile aumento dell'Iva e con gli effetti recessivi che questo aumento provocherebbe. Va considerato anche il rischio ulteriore di esporre la nostra situazione economica a manovre e a offensive della speculazione finanziaria sui mercati internazionali. Vi è inoltre il timore che a legge elettorale invariata, in Parlamento si riproduca la stessa condizione attuale, o non dissimile da questa, con tre schieramenti, nessuno dei quali con la necessaria maggioranza. Va tenuto anche in debito conto il bisogno di tempi minimi per assicurare la possibilità di partecipazione alle elezioni”.

Mi auguro che dalle forze politiche arrivi una risposta positiva nel senso di assunzione di responsabilità nell'interesse dell'Italia” conclude Mattarella. “In caso contrario sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza essere neanche avviata. La prima volta che il voto popolare non viene utilizzato e non produce alcun effetto. Scelgano i partiti, in Parlamento, tra queste soluzioni alternative: dare pienezza di funzioni a un governo neutrale ma pienamente in carica fino a fine anno o nuove elezioni subito”.

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