Di Maio e Salvini aprono la campagna elettorale: “Al voto l'8 luglio”

Redazione

La data, in maniera informale, l'aveva già indicata il Quirinale dopo il terzo giro di consultazioni di M5s, centrodestra e Pd: se non esiste una maggioranza in grado di sostenere un governo la data delle elezioni potrebbe essere quella dell'8 luglio.   

Più un'indicazione, forse una minaccia, visto che è praticamente impossibile riuscire ad espletare i passaggi formali per permettere agli italiani di andare alle urne nella seconda domenica di luglio (il Viminale dovrebbe comunicare alla Farnesina, entro il 9 maggio, l'elenco provvisorio dei residenti all'estero aventi diritto al voto). Ciò nonostante luglio resta un'ipotesi per eventuali elezioni. Anche se la decisione ultima spetta, come sempre, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

In ogni caso Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno già cominciato a fare campagna elettorale (o forse non hanno mai smesso dal 4 marzo). Il capo politico del M5s ha postato sulla sua pagina Facebook un video in cui attacca il leader della Lega accusandolo di aver “scelto Berlusconi” rendendo impossibile la formazione di un governo Lega-M5s. “Deciderà il presidente della Repubblica, che ha ancora in corso le consultazioni, se la prima data utile può essere l'8 luglio - spiega -. E noi da oggi ci mettiamo in campagna elettorale e andiamo a raccontare agli italiani questi due mesi di bugie e di cinismo delle forze politiche. Sono sicuro che questa volta gli italiani ci daranno un segnale forte per farci governare da soli. Dopotutto eravamo dati al 29%, abbiamo preso il 33%, ora siamo dati al 35%: il 40% è a portata di mano, andiamo a governare da soli”.  

 

 

Più o meno la stessa linea tenuta da Salvini che poco prima, parlando con i cronisti alla Camera, aveva spiegato: “Io aspetto sempre che ci sia qualche novità per poter dare vita all'incarico che ho chiesto al presidente Mattarella, perché ho chiesto i voti per governare e non per votare e rivotare. Se ci fossero ancora i veti incrociati che ad oggi ancora ci sono, la cosa più seria da fare, invece di inventarsi governi alla Monti o alla Fornero, è andare dagli italiani il prima possibile. Non è quello per cui stiamo lavorando. Se tutti rimanessero fermi sulle loro posizioni, se Di Maio continua a dire no a Berlusconi e se Berlusconi continua a dire no a Di Maio, tempo da perdere non ce n'è e la parola torna agli italiani. La data di domenica 8 luglio è quella più vicina”.

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