"Dispotici e infantili. I Cinquestelle al governo mi fanno paura". Parola di una ex grillina

Valerio Valentini

"Ve l'avevo detto, no, che era solo questione di tempo?". Cristina Gancio riparte da dove aveva concluso. Dall'intervista rilasciata al Foglio a metà marzo: quella in cui, di fatto, rompeva definitivamente col M5s. Già sospesa a causa della sua contrarietà al progetto sullo stadio della Roma, poi riammessa dal Movimento per evitare grane giudiziarie, la quarantaseienne dipendente dell'Ater era tornata a scontrarsi col resto del gruppo grillino in Aula Giulio Cesare sulla riqualificazione di Piazza dei Navigatori. Anche in quel caso, lei puntava il dito contro le storture del piano; i suoi colleghi la ricambiavano con degli insulti. "Non ci voleva un genio per capire che bisognava solo attendere un po'", dice ora la Grancio.

 

Ebbene?

"Ebbene niente. I tempi sono maturati, semplicemente. E sono stata espulsa dal gruppo".

 

Quando lo ha saputo?

"Mi è stato comunicato venerdì, tramite una mail inviatami dallo staff di Palazzo Senatorio".

 

Neanche una telefonata?

"Macché. Nessuno mi ha chiamato. Ma non mi sorprende. Figuratevi che dopo le mie ultime uscite, mi avevano tolto perfino il saluto. E' la dimostrazione di come nel Movimento 5 stelle ci sia una totale incapacità di dialogo con chi non è perfettamente allineato".

 

E lei perché, allora, non si è allineata?

"Solo perché intendevo, e intendo ancora, rispettare il mandato assegnatomi dai cittadini. Mi sono battuta sulle questioni relative all'urbanistica, rispetto alle quali non c'è stata, da quando il M5s è arrivato in Campidoglio, nessuna discontinuità".

 

Nessuna?

"Una, a ben vedere, c'è".

 

Ovvero?

"Se guardiamo alla partecipazione e al coinvolgimento della popolazione, direi che questa amministrazione ha fatto peggio della precedente".

 

Virginia Raggi peggio di Ignazio Marino?

"Esatto".

 

Ora cosa farà?

"Passerò al Gruppo Misto, dove non c'è ancora nessuno. Ma l'isolamento non mi spaventa. Del resto..."

 

Del resto?

"Del resto sono mesi che subisco un vero e proprio mobbing dal mio capogruppo, Paolo Ferrara. Che è una persona incapace di accogliere pareri diversi dal suo. Lo sa come è abituato a rispondere, nella nostra chat, a chi osa avanzare delle critiche?"

 

Cosa?

"Semplice: 'Chiudi la bocca'. Così, letterale".

 

Il M5s, in ogni caso, sta per andare al governo. 

"E' una prospettiva che guardo con preoccupazione. E anzi, con paura. Il dispotismo di vertici, il loro disprezzo per il confronto democratico, mi spaventa".

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